Foto per gentile concessione di Francesca Romana Abbonato (Instagram: https://www.instagram.com/cestadivimini/)

La pizzica, il ballo tradizionale salentino ormai noto in tutto il mondo, non è solo una danza: fa parte di un rituale collettivo che affonda le sue radici nel passato, ma che ha saputo rinnovarsi e che oggi coinvolge tutte le generazioni. E gran parte del merito di questa rinascita è del Canzoniere Grecanico Salentino (Cgs), l’ensemble fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante e poi guidato fino al 2007 da Daniele Durante. Oggi, sotto la guida del violinista e tamburellista Mauro Durante, figlio di Daniele, il gruppo porta la sua musica – e la sua energia travolgente e liberatoria – letteralmente in tutto il mondo.

Mauro Durante. Foto per gentile concessione di Francesca Romana Abbonato (Instagram: https://www.instagram.com/cestadivimini/)

E ieri sera, il tour Il Mito, che celebra i 50 di attività della band, è giunto al Monk di Roma, dove ha stregato il pubblico coinvolgendolo in una frenetica danza – c’era chi sapeva ballare splendidamente la pizzica, o chi, semplicemente, saltava come un tarantato – al suono di strumenti antichi e voci di poetica forza. Durante, insieme agli straordinari Emanuele Licci (bouzouki, chitarra voce), Alessia Tondo (voce, tamburi a cornice), Silvia Perrone (danza), Giulio Bianco (armonica a bocca, zampogna, flauti), Massimiliano Morabito (organetto) e Giancarlo Paglialunga (tamburello, voce), ha infiammato quella che lui stesso ha definito “una comunità”, sottolineando il sodalizio che unisce questo gruppo unico al suo pubblico. Un pubblico che dall’inizio alla fine dello show non si ferma mai, al pari dei musicisti: anni fa, intervistando Mauro Durante, mi raccontò che dopo qualche brano anche audience più “fredde”, come quelle del nord Europa, gettano le sedie di lato e iniziano a ballare.

Alessia Tondo. Foto per gentile concessione di Francesca Romana Abbonato (Instagram: https://www.instagram.com/cestadivimini/)

L’inizio della irrefrenabile performance è la Ronda, con i suoi tamburelli e tamburi che pulsano come un battito collettivo, seguita dalla splendida Taranta e da alcuni dei classici del repertorio del Cgs: Rirollalla, Ientu (una delle mia preferite), l’antica Lu rusciu de lu mare. Il crescendo raggiunge il suo culmine con la Pizzica indiavolata, un vero tour de force per i musicisti e per il pubblico, ormai in preda a un’incontenibile frenesia. Si vola verso il finale, con Respiri, Galatone, Lu giustacofane, Bella ci dormi, una più coinvolgente dell’altra. Le voci di Tondo, Paglialunga e Licci ci portano verso luoghi assolati e misteriosi, in un Salento senza tempo, accompagnate dalla danza ipnotica di Silvia Perrone e dal tagliente violino di Durante.

Rossella Perrone. Foto per gentile concessione di Francesca Romana Abbonato (Instagram: https://www.instagram.com/cestadivimini/)

E poi viene il momento di scendere in pezzo al pubblico, per una Ronda finale, in cui spettatori a turno ballano circondati da ritmo scandito dai musicisti. Molti tra i presenti hanno con sé tamburelli, e alla fine il confine tra artista e chi assiste si dissolve, al ritmo di questa pizzica del ventunesimo secolo, una delle realtà più belle – e moderne – della musica italiana e internazionale.

Foto per gentile concessione di Francesca Romana Abbonato (Instagram: https://www.instagram.com/cestadivimini/)

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