Ambasciatore Gb Hickey: Italia e Regno Unito, insieme per affrontare le sfide internazionali

Vent’anni di diplomazia, una lunga esperienza in Medio Oriente e ora Roma, in un momento nel quale, secondo lui, il mondo attraversa una delle fasi più difficili per la stabilità internazionale. Stephen Hickey, nuovo Ambasciatore britannico in Italia e San Marino, guarda al rapporto tra Londra e Roma come a una delle relazioni attraverso cui affrontare le grandi questioni della fase attuale: dalla guerra in Ucraina al Medio Oriente, dal rapporto con l’Europa alla sicurezza, fino alle conseguenze della crescita della Cina e dell’intelligenza artificiale.

Hickey, che ha assunto l’incarico nel giugno scorso dopo essere stato ambasciatore britannico in Iraq e aver ricoperto incarichi diplomatici in Siria, Egitto, Libia e presso le Nazioni Unite, ha raccontato nel corso di un incontro con la stampa a Villa Wolkonsky, il suo arrivo in Italia con parole che vanno oltre il linguaggio consueto della diplomazia. «L’Italia è un Paese meraviglioso. So che per voi è normale, ma per noi che veniamo da fuori ogni giorno è un privilegio: ci svegliamo e quasi ci diamo un pizzicotto per assicurarci di essere davvero in una città così fantastica e in un Paese così straordinario».

Ma al di là dell’entusiasmo personale, per il nuovo ambasciatore Roma rappresenta soprattutto un incarico in una fase particolare delle relazioni tra i due Paesi. «È un grande onore, considerando l’importanza delle relazioni tra Regno Unito e Italia, che sono storiche e uniche. Ma sono anche particolarmente solide in questo momento», ha detto Hickey, indicando come obiettivo del suo mandato quello di trasformare «i sentimenti di amicizia reciproca e i fortissimi legami personali che esistono a tutti i livelli, tra società civile, imprese e classe politica, in benefici concreti sia per l’Italia che per il Regno Unito».

È però la situazione internazionale a occupare gran parte del suo ragionamento. Hickey ha alle spalle una carriera diplomatica fortemente legata al Medio Oriente: è stato ambasciatore a Baghdad e ha lavorato in Siria, Egitto e Libia, oltre che al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. «Sono un diplomatico da venticinque anni», ha ricordato, «e non ricordo un periodo altrettanto difficile per la stabilità globale, soprattutto per Paesi come l’Italia e il Regno Unito che credono nell’ordine internazionale basato sulle regole».

Dall’Ucraina al Medio Oriente, dalla trasformazione del ruolo degli Stati Uniti all’ascesa della Cina, fino all’intelligenza artificiale, le questioni che Londra e Roma si trovano ad affrontare sono molteplici. Per Hickey, proprio per questo «democrazie come l’Italia e il Regno Unito» devono lavorare «ancora più strettamente insieme».

Un rapporto che, nelle sue parole, comprende anche la dimensione europea. Il nuovo governo britannico, ha sottolineato l’ambasciatore, guarda con attenzione alla possibilità di rafforzare le relazioni con l’Unione europea. Il tema sarà al centro del vertice Regno Unito-Ue previsto entro la fine dell’anno. Hickey ha sottolineato la volontà del nuovo primo ministro Andy Burnham di costruire «una relazione molto stretta e solida con l’Unione europea», e ha definito il premier «istintivamente europeista, profondamente favorevole a rapporti stretti con l’Italia e desideroso di rafforzare ulteriormente questa relazione».

La relazione con Roma passa anche dalla sicurezza europea. Hickey ha ricordato il ruolo dell’Italia nel sostegno all’Ucraina e ha definito «fondamentale e di enorme importanza» l’impegno italiano. «Apprezziamo la leadership di Giorgia Meloni e di altri membri del Governo nel sostenere la causa dell’Ucraina», ha affermato.

Sul conflitto, la posizione britannica espressa dall’ambasciatore parte da due considerazioni. La prima è il riferimento all’invasione russa dell’Ucraina, che Hickey definisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La seconda riguarda la necessità di continuare a sostenere Kiev anche nella prospettiva di arrivare alla fine della guerra. «So che, a prescindere dall’appartenenza politica, tutti in Italia desiderano che questo conflitto finisca», ha detto. Secondo la posizione espressa da Londra, continuare a sostenere l’Ucraina rappresenta il modo più efficace per arrivare a questo obiettivo, mentre interrompere il sostegno «dà a Putin un vantaggio e si rischia di prolungare il conflitto».

Dall’Europa il discorso torna quindi al Mediterraneo allargato, un’area particolarmente familiare a Hickey. E qui l’ambasciatore attribuisce all’Italia un ruolo specifico. «Sono molto orgoglioso del ruolo che Italia e Regno Unito stanno svolgendo insieme» in Medio Oriente, ha detto, sottolineando che «l’Italia ha una voce unica nel Medio Oriente e relazioni eccellenti con i Paesi del Nord Africa e dell’intera area».

È anche per questo che Londra guarda a una maggiore cooperazione con Roma nella ricerca di soluzioni ai conflitti della regione. «Vorrei che lavorassimo insieme per contribuire a porre fine alla guerra che coinvolge l’Iran», ha detto Hickey, richiamando anche le conseguenze del conflitto sulle economie, sulle forniture energetiche e sulla sicurezza energetica.

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