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Il Mediterraneo torna a essere uno spazio di incontro, questa volta attraverso il cinema. Da oggi al 3 ottobre Rabat ospita la quinta edizione di MedFilm au Maroc, appuntamento internazionale che porta nella capitale marocchina film, registi, professionisti e giovani talenti, rafforzando il dialogo culturale e cinematografico tra Italia e Marocco. È una delle tappe del viaggio del MedFilm Festival verso la sua 32ª edizione, in programma a Roma dal 5 al 15 novembre.
Organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Marocco e dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, in collaborazione con l’Associazione Methexis, Fondation Hiba, Cinémathèque Marocaine, Cinéma le 7ème Art e Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma de Rabat (ISMAC), la rassegna – con la direzione artistica di Ginella Vocca, la fondatrice del MedFilm Festival – nasce da un’idea precisa: il Mediterraneo non è soltanto una frontiera geografica, ma un luogo nel quale storie, culture e linguaggi continuano a incontrarsi. E il cinema, per sua natura, è uno degli strumenti più efficaci per raccontare questo movimento.
«MedFilm Festival au Maroc torna con la sua quinta edizione all’insegna del dialogo e dell’incontro tra le due sponde del Mediterraneo, un mare che non è solo un confine tra territori: è innanzitutto uno spazio di circolazione, di scambi e di incontri, dove culture, storie e punti di vista si incrociano e si trasformano. Il cinema è uno dei linguaggi privilegiati di questo spazio comune», sottolinea l’Ambasciatore d’Italia in Marocco Pasquale Salzano.

L’apertura, stasera, è all’ISMAC, il campus universitario dedicato al cinema e all’audiovisivo di Rabat. Qui il festival propone Il maestro di Andrea Di Stefano, interpretato da Pierfrancesco Favino e dal giovane Tiziano Menichelli. Presentato in anteprima alla 82ª Mostra del cinema di Venezia e distribuito nelle sale italiane da Vision Distribution, il film attraversa l’Italia degli anni Ottanta attraverso una storia che mescola commedia umana, road movie e formazione. Sullo sfondo c’è anche un Paese molto diverso da quello di oggi, raccontato attraverso il tennis, le località costiere del Nord e i circoli del Sud, in un’epoca che sembra ormai lontanissima, quella precedente alla stagione dei grandi campioni italiani contemporanei.
Il viaggio cinematografico prosegue venerdì 2 ottobre al Cinéma le 7ème Art con A Sad and Beautiful World del libanese Cyril Aris, una storia d’amore e di sopravvivenza ambientata in un Libano attraversato da guerre e crisi. Il film ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria al MedFilm 31. Sabato 3 ottobre sarà invece la volta di Gioia mia, opera prima di Margherita Spampinato, premiata con due David di Donatello, per la regia esordiente e per l’interpretazione di Aurora Quattrocchi, oltre al Premio Speciale della Giuria CINÉ+ e al Pardo per la migliore interpretazione assegnato alla stessa attrice a Locarno. Per il pubblico marocchino, i due film italiani arrivano in anteprima.

Ma il cuore di MedFilm au Maroc non è soltanto nelle proiezioni. È soprattutto nell’incontro con chi il cinema lo sta studiando, costruendo e immaginando. Per questo l’ISMAC diventa il centro della quinta edizione, con un programma di formazione rivolto agli studenti e alle studentesse della scuola.
«La quinta edizione di MedFilm Festival au Maroc inaugura la stagione cinematografica proposta dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, per far scoprire al pubblico marocchino la ricchezza e la vitalità del cinema italiano contemporaneo», spiega la direttrice dell’Istituto, Serena Cinquegrana. «Il MedFilm rappresenta una piattaforma privilegiata per i giovani talenti cinematografici marocchini, coniugando proiezioni, incontri e formazione».
Quest’anno sono Loris G. Nese, Chiara Marotta e Carmine Guarino i professionisti italiani chiamati a confrontarsi con i giovani dell’ISMAC. Nese e Marotta, originari di Salerno, lavorano sulla contaminazione tra documentario, animazione e fiction, cercando forme narrative che vadano oltre i confini tradizionali. Guarino è invece il production designer di Il maestro e uno degli scenografi più attivi del cinema italiano.
A loro sono affidate due masterclass. La prima, Innesti: il cinema ibrido di Lapazio Film tra realtà, finzione, sperimentazione, sarà dedicata alla regia e alla produzione. La seconda affronterà il mondo della scenografia, nelle sue diverse forme e specificità. L’obiettivo è entrare concretamente nel lavoro cinematografico: dalla preparazione di un film al rapporto con la produzione e con la troupe, dalle scelte creative alle difficoltà che ogni progetto deve affrontare per arrivare sullo schermo.
All’ISMAC saranno inoltre proiettati in anteprima marocchina Il maestro e tre lavori di Loris G. Nese: Una cosa vicina, presentato alle Giornate degli Autori nel 2025, Malumore, Premio Speciale della Giuria per Italiana.corti al Torino Film Festival nel 2020, e Z.O., spin-off di Una cosa vicina.

C’è poi uno spazio interamente riservato ai nuovi autori marocchini. Il pomeriggio del 2 ottobre sarà infatti dedicato ai cinque cortometraggi realizzati dagli studenti e dalle studentesse dell’ISMAC per il diploma, selezionati per la terza edizione del Premio MedFilm Festival per i giovani talenti del cinema. I film saranno proiettati al Cinéma le 7ème Art e il vincitore sarà annunciato nella serata conclusiva del 3 ottobre.
Il premio guarda già oltre Rabat. Il giovane autore o la giovane autrice scelti dalla giuria saranno invitati a Roma per la 32ª edizione del MedFilm Festival, dove entreranno nella giuria del Concorso internazionale cortometraggi nell’ambito del progetto Methexis, piattaforma che mette in relazione studenti e diplomandi delle scuole di cinema del Mediterraneo. A Roma il corto vincitore sarà inoltre presentato in anteprima internazionale nella sezione Sguardi dal futuro. Un percorso circolare, dunque, che parte dal Marocco e arriva in Italia per poi tornare idealmente sulla sponda meridionale del Mediterraneo.
Anche la memoria ha un posto in questo viaggio. L’edizione di quest’anno rende omaggio al Palazzo delle Istituzioni Italiane di Tangeri, storico edificio italiano costruito cento anni fa, attraverso una fotografia del maestro Massimo Listri, tratta dal volume Il Palazzo delle Istituzioni Italiane a Tangeri, meraviglia di un’antica capitale cosmopolita, promosso dall’Ambasciata d’Italia a Rabat. Un’immagine che riporta al passato di una città e di un Mediterraneo nel quale le diverse presenze culturali si sono sovrapposte nel tempo.
MedFilm au Maroc arriva così a una quinta edizione che mette insieme cinema, formazione e cooperazione culturale. Non soltanto una rassegna di film, ma un piccolo laboratorio mediterraneo nel quale professionisti affermati e giovani che stanno cercando la propria voce possono incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme.
Le proiezioni dell’1 ottobre all’ISMAC e quelle del 2 e 3 ottobre al Cinéma le 7ème Art sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Anche le masterclass e le proiezioni previste all’ISMAC sono aperte al pubblico. I film saranno proposti in versione originale con sottotitoli in inglese.
