
Che cosa significa costruire un futuro nel Mediterraneo? La risposta passa anche da tre questioni apparentemente diverse ma profondamente collegate: la legalità, la capacità di cooperare e la tutela dell’ambiente. Saranno questi i temi della seconda giornata della XVIII edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo, domani, mercoledì 2 settembre, a Otranto.
Dalle 20.30, in Largo Porta Alfonsina, la serata si aprirà con il confronto “Legalità: una scelta quotidiana che costruisce il futuro”. Un titolo che porta la discussione fuori dalla dimensione esclusivamente giudiziaria per riportarla alla vita quotidiana e alla responsabilità individuale e collettiva.
A discuterne saranno don Antonio Coluccia, prete antimafia, il prefetto di Lecce Natalino Domenico Manno e la giudice Maria Francesca Mariano. A moderare il confronto sarà Maristella Massari, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.
La legalità, in questa prospettiva, non è soltanto la risposta dello Stato alla criminalità, ma una condizione necessaria per costruire comunità capaci di guardare al futuro. È un tema che riguarda le istituzioni ma anche i cittadini, e che assume un significato particolare in un’area mediterranea dove criminalità organizzata, disuguaglianze e fragilità sociali continuano a rappresentare una delle sfide più complesse.
Un Mediterraneo che deve tornare a cooperare

Alle 21.30 il discorso si sposterà dalla dimensione nazionale a quella internazionale con “NextMed: diplomazia internazionale e cooperazione nell’area del Mediterraneo”.
Il Mediterraneo è oggi attraversato da conflitti, rivalità geopolitiche e interessi economici contrapposti. Ma è anche uno spazio nel quale la cooperazione rimane una necessità, dalla gestione delle crisi alla sicurezza, dall’economia alle politiche energetiche e ambientali.
Ne discuteranno Claudio Antonelli, di 24Ore NextMed, e Massimiliano Sisto, di TRM Network, con la moderazione della giornalista Marianna Balfour.
È la seconda dimensione del futuro evocato dalla serata: la possibilità di affrontare problemi che nessun Paese mediterraneo può risolvere da solo.
La sfida ambientale

Alle 22.30 il Festival tornerà infine a una dimensione più direttamente legata al territorio con “Ambiente e futuro: sostenibilità, innovazione e responsabilità per il Mediterraneo”.
Il mare che unisce le comunità mediterranee è anche uno degli spazi più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della pressione esercitata dalle attività economiche e turistiche. Parlare di ambiente significa quindi parlare di sviluppo, ma anche di responsabilità e di scelte che avranno conseguenze ben oltre il presente.
Al confronto parteciperanno il sindaco di Otranto Francesco Bruni, Pasquale Guastamacchia di Confindustria, Sebastiano Venneri della segreteria nazionale di Legambiente, Michele Tenore, presidente del Parco regionale Otranto-Leuca, e il giornalista Patrizio Nissirio. Modera Marianna Balfour.
Dopo la serata dedicata a legalità, cooperazione e ambiente, il programma proseguirà giovedì 3 settembre con il tema della crisi del diritto internazionale, della guerra e delle nuove asimmetrie di potere. A seguire, il confronto sul ruolo della diplomazia cattolica nei processi di mediazione e costruzione della pace.
La manifestazione, organizzata dal giornalista Tommaso Forte con Nicola Fragassi, Leda Cesari e Rosaria Bianco, in partnership con il Comune di Otranto, si concluderà venerdì 4 settembre con la consegna delle “Caravelle del Mediterraneo” e il Premio speciale per la libertà di stampa alla giornalista americana Shelly Kittleson.
MondoeMediterraneo è media partner della manifestazione.