
Dal 1° al 4 settembre Otranto ospita la 18ª edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo, un appuntamento ormai consolidato che riunisce giornalisti, analisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sulle trasformazioni dell’informazione e sugli equilibri geopolitici dell’area euro-mediterranea. MondoeMediterraneo sarà anche quest’anno media partner di questo importante evento che tocca politica internazionale e locale, economia, informazione, ambiente e cultura.


Nel suggestivo scenario del Largo Porta Alfonsina, la città pugliese si conferma ancora una volta crocevia di idee, esperienze e visioni, in un momento storico segnato da profonde tensioni globali e da un’accelerazione senza precedenti dei processi comunicativi. Organizzata da Tommaso Forte insieme a Nicola Fragassi, Leda Cesari e Rosaria Bianco, in collaborazione con il Comune di Otranto, la manifestazione si propone come uno spazio aperto di confronto e dialogo.
Al centro del programma, i nodi cruciali del giornalismo contemporaneo: il rapporto tra verità e velocità nell’era digitale, le responsabilità etiche nella diffusione delle notizie, il tema sempre più urgente della disinformazione e delle pressioni politiche ed economiche sui media. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche alla sicurezza dei reporter, alla censura e ai tentativi di delegittimazione della stampa, fenomeni in crescita in diverse aree del mondo.


Tra i primi nomi annunciati per il Premio “Caravella del Mediterraneo” figurano Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes, Iacopo Luzi, giornalista, collaboratore di Sky TG24 e La Stampa dalla Casa Bianca, e Luciana Esposito, impegnata in inchieste delicate che oggi la costringono a vivere sotto scorta. Un riconoscimento che intende valorizzare il coraggio e la qualità del giornalismo in contesti complessi.

Il festival vedrà inoltre la partecipazione di figure di rilievo come Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, e monsignor Franco Moscone, vescovo della diocesi di San Giovanni Rotondo, a testimonianza del carattere multidisciplinare dell’iniziativa.

Lo sguardo si allargherà anche alle dinamiche economiche e strategiche del Mediterraneo, con un focus su governance, infrastrutture e competitività. In particolare, il panel dedicato alla Blue Economy 2030 affronterà i temi dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, anche alla luce della dottrina sociale cattolica.

Non mancheranno gli approfondimenti geopolitici e giuridici, dalla crisi del diritto internazionale al ruolo della diplomazia, inclusa quella cattolica, nei processi di mediazione e costruzione della pace. Un percorso che intende leggere il Mediterraneo non solo come spazio geografico, ma come area di interconnessione tra culture, interessi e visioni del futuro.
“Questa edizione rappresenta un momento cruciale non solo per il giornalismo, ma per l’intero spazio mediterraneo”, sottolinea Tommaso Forte. “L’informazione è chiamata a confrontarsi con sfide complesse, dalla disinformazione all’impatto delle nuove tecnologie, fino alle pressioni dei poteri politici ed economici”.
Sulla stessa linea il sindaco di Otranto, Francesco Bruni, che definisce il Festival “una piattaforma internazionale di dialogo tra esperienze e competenze del Mediterraneo”, capace di favorire il confronto in una fase storica attraversata da cambiamenti profondi.
Con il suo programma articolato e multidisciplinare, il Festival Giornalisti del Mediterraneo si conferma così un osservatorio privilegiato sul presente e sulle prospettive future dell’informazione, contribuendo a rafforzare il dialogo tra Mediterraneo ed Europa in un contesto globale sempre più complesso.