Nel cuore di Torino, nella settimana dedicata alla memoria delle vittime innocenti delle mafie, prende forma un progetto che intreccia informazione, arte e impegno civile. Il 19 marzo, negli spazi della ‘Fabbrica delle e’, sarà inaugurata la mostra “Il graffio poetico”, un percorso visivo che raccoglie le vignette realizzate da Mauro Biani per le inchieste del Premio Roberto Morrione.
L’iniziativa si inserisce nel calendario della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera, e vede la collaborazione di realtà come Articolo 21, lavialibera e Riforma. Un contesto che rafforza il senso profondo della mostra: raccontare, attraverso il disegno, le storie e le ferite della contemporaneità.
L’esposizione, aperta fino al 17 aprile, propone 36 vignette realizzate dal 2018 a oggi. Sono immagini nate dall’ascolto e dall’analisi delle inchieste finaliste del Premio Morrione, concorso dedicato ai giovani under 30 che indagano temi cruciali della società italiana ed europea: legalità, diritti, ambiente, economia. In questo dialogo tra giornalismo e arte, Biani traduce l’inchiesta in segno, trasformando dati e testimonianze in una narrazione visiva capace di colpire e restare.
Il suo tratto, essenziale e immediato, riesce a condensare la complessità in una forma che è insieme denuncia e poesia. Non si limita a illustrare, ma interpreta: le sue vignette diventano uno spazio di riflessione, dove l’indignazione si accompagna a una sottile tensione etica e umana.
A rendere ancora più intensa la mostra sono alcune opere dedicate a giornalisti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro, come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Andy Rocchelli, Mauro Rostagno e Enzo Baldoni. Accanto a loro, trovano spazio anche figure simbolo del giornalismo italiano come Andrea Purgatori, e vicende ancora aperte nella coscienza pubblica, come quella di Giulio Regeni.
L’inaugurazione sarà preceduta da un incontro con l’autore presso la libreria Binaria, occasione per approfondire il rapporto tra disegno e inchiesta, tra immagine e verità. Un dialogo che attraversa il lavoro di Biani e che trova nella mostra una sintesi efficace: quella di un segno capace di raccontare ciò che spesso le parole da sole non riescono a dire.
In un tempo in cui l’informazione è costantemente messa alla prova, “Il graffio poetico” ricorda quanto sia fondamentale continuare a raccontare, indagare e testimoniare. Anche con una matita.

La mostra resterà aperta a Torino fino al 17 aprile. L’ingresso è libero.
Orari di visita: dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 18.00.

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