L’ambasciatore britannico ad interim David Burton alla celebrazione della Burns Night

Roma si è trasformata per una sera in una piccola capitale scozzese. Ieri, a Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciatore britannico, oltre trecento ospiti hanno preso parte alla tradizionale Burns Night, la celebrazione dedicata a Robert Burns, poeta nazionale scozzese e simbolo di un’identità culturale che continua a parlare al mondo, nato il 25 gennaio 1759.

A ospitare l’evento è stato David Burton OBE, Incaricato d’Affari e Ambasciatore del Regno Unito ad interim, scozzese di origine, che con il supporto di Scottish Development International ha aperto le porte della residenza trasformandola idealmente in una “Casa della Scozia”. Cornamuse, kilt, tartan e bandiere con la croce di Sant’Andrea hanno accolto un pubblico composito, fatto di rappresentanti istituzionali, membri del corpo diplomatico, personalità del mondo culturale e amici dichiarati della Scozia.

Cuore simbolico della serata è stato l’omaggio a Robert Burns, nato nel 1759 e ancora oggi celebrato in tutto il mondo con eventi che, per diffusione, sono secondi solo a quelli dedicati a Shakespeare. La cerimonia dell’haggis, introdotta dallo stesso Burton, è stata preceduta dalla lettura della Selkirk Grace e dall’Address to the Haggis, secondo una tradizione che unisce convivialità e poesia. Gli ospiti sono stati accompagnati in questo percorso rituale dalle cornamuse e dai tamburi della City of Rome Pipe Band, che hanno guidato il pubblico attraverso le sale di rappresentanza della villa.

Villa Wolkonsky

Il buffet ha rappresentato un vero viaggio nei sapori scozzesi, tra piatti iconici e interpretazioni contemporanee: dal salmone affumicato con scones all’haggis, anche in versione vegetariana, fino allo stufato di manzo alla birra e ai dessert al whisky, presenti con le etichette GlenAllachie, Lochlea, Tomatin, Clydeside, Ardnahoe e Hearach, marchio della distilleria Isle of Harris. Grande successo ha riscosso l’abbinamento tra whisky scozzese e Parmigiano Reggiano, mentre distillati e gin provenienti da diverse distillerie hanno accompagnato la serata, insieme a birre artigianali e a una selezione di vini italiani, a testimonianza di un dialogo gastronomico tra Scozia e Mediterraneo.

Dopo la cena, la serata è proseguita con i balli tradizionali ceilidh, animati dalla musica dal vivo dei Coughdrops e guidati dal caller Brian Shaw. Tra Gay Gordons, Strip the Willow e Dashing White Sergeant, la ballroom si è trasformata in una pista collettiva, culminando con Auld Lang Syne e, in chiusura, un omaggio pop alla Scozia contemporanea sulle note di “I’m Gonna Be (500 Miles)” dei Proclaimers.

Tra gli ospiti, Carolyn Smith, volto noto della televisione italiana per la sua partecipazione a Ballando con le stelle, l’influencer Davide Patron, italiano di base a Edimburgo, e i sindaci Caterina Campani (Barga, in provincia di Lucca) e Marco Scappaticci (provincia di Frosinone), rappresentanti di due comuni italiani legati storicamente alla diaspora scozzese. Novità di quest’anno, un’attenzione particolare alla moda e al design, con un’esposizione di tessuti di Araminta Campbell, le giacche in tweed di Walker Slater e le fragranze di Jorum Studio, che hanno aggiunto una dimensione contemporanea alla tradizione.

“Da scozzese originario di Glasgow – ha sottolineato Burton – è un privilegio per me ospitare a Villa
Wolkonsky una serata dedicata alla Scozia nel segno di Robert Burns. Sono
numerosi gli italiani che visitano la Scozia ogni anno, poco meno di 200 mila, e
tantissimi gli appassionati della cultura e delle tradizioni scozzesi. Il legame tra Scozia e Italia resta straordinariamente forte, alimentato anche dalla vivace e radicata diaspora italiana presente nel Paese, inclusa la mia città natale. Queste comunità, con le loro storie e tradizioni, testimoniano la profondità dei
rapporti tra i nostri due popoli e il valore duraturo delle relazioni umane che uniscono
le nostre nazioni. Slàinte mhath!”

Robert Burns

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