
“Eagles of the Republic” (Le aquile della Repubblica), diretto da Tarik Saleh, già in concorso a Cannes, si è aggiudicato il premio Amore e Psiche, che va alla migliore pellicola in concorso al MedFilm Festival, consegnato ieri nel corso della cerimonia – presentata dalla fondatrice e direttrice artistica Ginella Vocca e dal giornalista Federico Pontiggia – in cui ben 11 riconoscimenti per le varie sezioni della 31.ma edizione sono stati annunciati. Un film “difficile da fare”, ha detto il regista, che ha dedicato il premio ai genitori di Giulio Regeni, il ricercatore triestino assassinato nel 2016 in Egitto.
Il lungometraggio vincitore, una coproduzione franco-svedese, si svolge appunto in Egitto e racconta la storia di George Fahmy, attore più amato del Paese, che a un certo punto viene costretto – attraverso pressioni e ricatti – a interpretare il ruolo del Presidente Abdel Fattah al‑Sisi in una produzione cinematografica voluta dal regime per esaltare la sua immagine. Una volta accettato, George si ritrova intrappolato in una trama pericolosa in cui realtà e finzione iniziano a sovrapporsi: il set diventa una stanza di specchi e manipolazioni, e l’attore scopre vertici di potere, connivenze e giochi di propaganda da cui è difficile uscire.
“E’ stato un film difficile da fare – ha detto Tarik Saleh in un videomessaggio inviato dalla Svezia, dove vive – Voglio dedicare questo premio a Paola e Claudio Regeni, che non hanno mai saputo cosa è successo al figlio Giulio”. “Ma i nostri politici – ha proseguito – dovrebbero lottare per i nostri valori”. Saleh ha quindi spiegato che donerà i soldi del premio Amore e Psiche (2.000 euro) ad Amnesty International, “che si impegna per scoprire cosa ne è stato dei tanti ragazzi scomparsi in Egitto, solo per aver criticato il regime, magari con un post sui social”.

La giuria – composta da Daria D’Antonio, Gianluca Guzzo, Laika, Donatella Palermo, Antonio Piazza – ha così motivato la scelta del lavoro di Saleh: “Un film che fonde satira e tragedia politica in un racconto di irresistibile ambiguità morale. Riflettendo sul potere, sulla manipolazione dell’immagine e sul rapporto tra cinema e regime, il film mantiene un ritmo teso che alterna ironia e inquietudine senza mai perdere precisione drammatica. Un’opera coraggiosa che svela il meccanismo di ogni sistema in cui l’individuo è costretto a scegliere tra verità e sopravvivenza.“
‘Le aquile della Repubblica’ sarà nelle sale italiane dal 5 febbraio, distribuito da Movies Inspired.
La serata delle premiazioni

Al cinema The Space Moderno di Roma c’era una sala gremita per la cerimonia delle premiazioni dell’edizione 2025 (di cui MondoeMediterraneo è media partner), che ha riunito 83 film da 33 paesi, con più di 60 ospiti internazionali, masterclass, incontri e anteprime diffuse in tutta la capitale e anche, per la prima volta, in altri comuni della città metropolitana. Oltre all”Amore e Psiche’, molti i riconoscimenti assegnati:
Il Premio Speciale della Giuria è andato a A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (Libano/Stati Uniti/Germania/Arabia Saudita/Qatar), apprezzato per la sua delicatezza nel trasformare una storia d’amore in un ritratto civile della Beirut contemporanea. Il riconoscimento per la Migliore Espressione Artistica è stato assegnato a Una donna e un bambino di Saeed Roustaee (Iran/Francia), lodato per la forza interpretativa di Parinaz Izadyar e per il racconto intenso di una resistenza femminile.

Tra i premi collaterali, il Premio Valentina Pedicini per la Miglior Opera Prima è stato attribuito a My Father and Gheddafi di Jihan K, toccante viaggio personale e storico che intreccia memoria, dittatura e affetti familiari.
Il Premio Miglior Coproduzione Euromediterranea — assegnato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea — è stato conferito a Calle Malaga di Maryam Touzani, per la sua capacità di raccontare con autenticità i legami e le differenze culturali tra Marocco ed Europa. With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari ha invece ricevuto una Menzione Speciale e il Premio Diritti Umani Amnesty International, per la forza poetica con cui trasforma la memoria personale in denuncia collettiva. Il direttore di Amnesty Italia, Riccardo Noury, ha esortato a tenere alta l’attenzione su Gaza, denunciando ancora una volta il ‘piano Trump’ (“Non si può definire piano di pace”, ha affermato), che “esclude i palestinesi dalle decisioni” sul futuro della Striscia. “Non c’è pace senza giustizia”, ha aggiunto.

Il Premio Ecumenico e quello Piuculture hanno entrambi incoronato Promised Sky di Erige Sehiri, storia di quattro donne africane in cerca di libertà in Tunisia, che si è distinto per profondità morale e sguardo solidale.
Infine, il WWF MedFilm Award è stato assegnato a Ciudad sin sueño di Guillermo Galoe, per la sua rappresentazione intensa del legame tra crisi ambientale e giustizia sociale nelle periferie urbane europee.
Il 31.mo MedFilm aveva già assegnato il Premio alla Carriera a Tony Gatlif, maestro del cinema nomade e delle identità in movimento, e il Premio Koiné ai giovani giornalisti Aya Ashour, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi, testimoni della vita sotto assedio a Gaza. Ashour, che ora vive e studia a Siena, ha ritirato il premio nella serata inaugurale, dove è stata intervistata da MondoeMediterraneo.
Il MedFilm Festival continua fino al 16 novembre. Qui il programma: https://www.medfilmfestival.org/it/