A Otranto in corso la XVII edizione

Otranto – Dopo il successo della prima serata – centinaia di persone hanno assistito ai panel – secondo appuntamento stasera con il Festival Giornalisti del Mediterraneo, in corso a Otranto (Lecce), di cui è media partner MondoeMediterraneo.eu. L’accento sarà sulle questioni ambientali: primo panel alle 20.30, sempre in Largo Porta Alfonsina, su  “Mediterraneo, giustizia ambientale e climatica: per un futuro inclusivo dei diritti umani”: modera Marianna Balfour, responsabile comunicazione WWF Mediterraneo, interventi dei giornalisti Patrizio Nissirio e Angela Gennaro e di Luca Eufemia, manager della sostenibilità: “Tra i temi che tratteremo anche quello dell’inclusione delle donne nella piccola pesca – che presuppone una pratica essenzialmente costiera, attuata entro 3 miglia e che preveda l’uso di imbarcazioni e reti di tipo non intensivo, direi quasi artigianale: anche questo”, spiega il manager Eufemia, “rientra nell’argomento del tema dei diritti umani e della questione di genere”.

Il palco del festival (Foto Claudio Giannetta)

Il parco costiero di Otranto-Leuca-Tricase

Lo stato di salute e le prospettive del parco costiero di Otranto-Leuca-Tricase –  52 km di litorale per il quale entro un anno e mezzo al massimo dovrebbe arrivare il riconoscimento di Area Marina Protetta – sarà il tema invece del confronto delle 21.30 su “Area marina di Otranto-Leuca-Tricase: sviluppo, ricerca e sostenibilità”. In dialogo tra loro il sindaco di Otranto Francesco Bruni, il presidente del Parco regionale Otranto-Leuca-Tricase Michele Tenore – che ricorda come il riconoscimento “sarà il modo per assicurare piena tutela a quell’area, anche dal punto di vista del mare” – e, ancora, il coordinatore Interreg VI A Greece Italy 2021/2027 Gianfranco Gadaleta, l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Serena Triggiani, Pasquale Guastamacchia, vicepresidente della sezione Ambiente di Confindustria Bari-Bat. A condurre il dibattito Maristella Massari, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno

L’Inghilterra che comincia a produrre vino, le ciliegie baresi spaccate per la troppa acqua: il cambiamento climatico comincia a vedersi anche nei nostri bicchieri e nei nostri piatti. “Ma attenzione a considerare tutto questo come frutto esclusivo di una crisi”, spiega Gian Pietro Di Sansebastiano, professore di Botanica di Unisalento che domani sarà tra i protagonisti dell’incontro delle 22.30 – moderato da Antonio Greco, giornalista di TeleRama –  su “Il cibo al tempo del cambiamento climatico: agricoltura, Mediterraneo, testimonianze”:  interverranno anche Sergio Longo, responsabile Slow Food Lecce, Fabiana Renzo, azienda agricola “Sante Le Muse”,  Flavio e Frank Sabato, condirettori di Yeast Photo Festival, rassegna per immagini in programma nel Salento dal 25 settembre al 9 novembre che pone l’accento proprio sulle attuali modalità di produzione del cibo, non sempre attente alla sostenibilità e ai diritti umani. “Il clima è qualcosa in costante evoluzione. E, se è vero che abbiamo la responsabilità di vigilare sul tema della tutela della biodiversità, è vero pure che consideriamo tipiche del nostro territorio cose che due secoli fa, qui, non si coltivavano proprio: la maggior parte degli ortaggi, per esempio. Di qui l’obbligo per noi di sfruttare i mezzi offertici dalla tecnologia e dall’agricoltura evoluta, non di agganciarci a una tradizione immutabile che in realtà non è mai esistita”. 

Medio Oriente e Ucraina, le sfide del giornalismo

Il pubblico a Largo di Porta Alfonsina (Foto Claudio Giannetta)

Venerdì 5 la terza giornata si apre sempre alle 20.30 in Largo Porta Alfonsina con un’incursione in due delle grandi questioni che tengono la comunità internazionale con il fiato sospeso. Il tema del primo panel previsto per domani, venerdì 5 settembre, è infatti “Sotto le macerie: i racconti tra Palestina e Ucraina”. A confrontarsi sul dramma infinito di chi sperimenta la guerra a rischio della propria vita, infatti, l’inviato dell’Avvenire Nello Scavo, Roberto Cetera per l’Osservatore romano, il Vescovo di Otranto Francesco Neri, il sindaco di Bari Vito Leccese, il vicario della Custodia di Terra Santa Ibrahim Faltas. Il suo racconto: “Il popolo israeliano e quello palestinese hanno bisogno di pace. Sono due popoli vicini, diversi ma simili, di gente che ha dovuto affrontare dolori, difficoltà e disagi e che, con la complicità di accordi e convenzioni internazionali non rispettati, non ha ancora potuto raggiungere una convivenza che garantisca pace, sicurezza e dignità a tutti”. A moderare l’incontro la giornalista Marianna Balfour. 

A seguire, alle 21.30, l’incontro sul tema “Confini, muri e potere: la visione geopolitica di Trump”, relatori Stefano Polli, vicedirettore Ansa, Mimmo Mazza, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Daniele De Luca, docente di Storia delle relazioni internazionali di UniSalento,  Mariangela Pira di Skytg24, il giornalista Paolo Di Giannantonio. Che spiega: “Trump è un uomo d’affari e si comporta di conseguenza, e dal punto di vista politico è alquanto confusionario: ogni giorno una dichiarazione che contraddice quanto detto il giorno prima, come vediamo. Ma è anche la conferma gli Usa non possono e non vogliono più stare in tutto il mondo, che non intendono più essere potenza globale. E questo, per il principio dei vasi comunicanti, vuol dire – soprattutto in geopolitica – che quello spazio verrà riempito da altri soggetti: così si comprende il vertice appena tenutosi in Cina tra Russia e altri Paesi asiatici”. Modera il panel Alessio Lasta, “Lo stato delle cose”  (Rai). 

A fine serata la consegna a Padre Ibrahim Faltas e a Nello Scavo dei Premi Caravella 2025, riconoscimenti del Festival Giornalisti del Mediterraneo che ogni anno celebrano figure di alto profilo impegnate nella difesa della libertà, della pace e dei diritti umani.

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