Mauro Minenna

Si chiude oggi Monopolele, il festival mediterraneo dell’ukulele, che ha visto sui suoi palchi artisti internazionali e italiani di grande livello e una massiccia – ed entusiasta – partecipazione del pubblico, giunto da ogni angolo del globo per essere a Monopoli, ascoltare il suono dell’ukulele e condividere la passione per questo piccolo strumento con musicisti e appassionati provenienti da tutto il mondo in jam diffuse, fino a tarda notte. Un grande successo, senza dubbio, che ha regalato cinque giorni di festa alla città pugliese. MondoeMediterraneo, media partner dell’edizione 2026, ha chiesto un bilancio dell’evento a Mauro Minenna, che insieme a Salvo McGraffio organizza con passione da cinque anni il festival.

Alex AllyFy, in scena domenica sera

“È un bilancio estremamente positivo, perché è quella l’energia che ci abbiamo messo e l’energia che ci è tornata dagli straordinari musicisti che hanno arricchito e impreziosito le cinque notti di concerti principali, ma anche i cinque giorni di attività che si sono svolte in luoghi iconici e suggestivi. Non soltanto i musicisti dei palchi principali, ma anche i musicisti dilettanti che hanno suonato nelle street performance”, racconta Minenna. “I momenti più toccanti li abbiamo raggiunti, come sempre, con i ragazzi che hanno suonato davanti alla Cattedrale insieme alle ragazze dell’orchestra cubana giovanile Son de Sol. È stato l’esito di un progetto di crowdfunding che ha coinvolto non soltanto gli appassionati di ukulele, ma tutti coloro che hanno sentito risuonare i loro cuori con le armonie di questo festival. Queste ragazze cubane ci hanno portato una lezione importante. Ho visto voglia di partecipare, ho visto la straordinaria dignità di un popolo in difficoltà che non smette di sperare. Hanno cercato, per quanto possibile, di contribuire alla loro stessa presenza, ma noi abbiamo insistito per coprire tutte le spese. La dignità del lavoro e la dignità del popolo cubano sono state per noi un grandissimo insegnamento”.

Con Mauro Minenna dopo l’intervista

Per Minenna, “il festival è Mediterraneo perché costruisce ponti tra popoli, che unisce, come il mare su cui si affaccia Monopoli. Questa è la vera impalcatura sulla quale si regge. Quando vedi musicisti irlandesi che anni fa avevano conosciuto il grande Daniel Ho ritrovarsi qui, incrociarsi e trovare un modo per suonare insieme, capisci il senso di quello che facciamo. Hanno persino girato a Monopoli il video di un nuovo brano che sarà presto disponibile sulle piattaforme e sinceramente non vediamo l’ora di ascoltarlo”.

Un ruolo fondamentale, secondo l’organizzatore, lo ha avuto anche la città, che ha accolto migliaia di visitatori senza perdere la propria identità. “La cosa che trovo molto bella è il modo in cui Monopoli ha saputo accogliere i turisti. È una città che ha una vocazione turistica da sempre e che a volte vive il turismo anche come una minaccia, come qualcosa che rischia di snaturare certi valori e certe storie. Credo che questo festival abbia mostrato un’altra maniera di fare turismo: un turismo più sostenibile, più attento al rispetto della cultura e delle tradizioni. Questa è una piccola, o forse grande, cosa che pensiamo di poter dare”.

Norwegian Uke a Piazza Palmieri (foto: Valerie Tristan)

Uno degli aspetti più sorprendenti di Monopolele è la sua capacità di richiamare una comunità internazionale che cresce di anno in anno grazie al semplice passaparola. “Ho appena finito di parlare con una ragazza americana che nel 2022 venne qui quasi per caso – dice Mauro – . Non era un’appassionata di ukulele, stava semplicemente scegliendo dove trascorrere le vacanze. È tornata oggi dopo anni. Abbiamo il gruppo dei finlandesi che viene ogni anno dal 2022, si sono aggiunti i norvegesi, che ci hanno persino proposto di creare una federazione europea dei festival dell’ukulele. Ci sono gli irlandesi di Galway e quelli di Dublino. Quando abbiamo fatto la lista dei Paesi rappresentati eravamo oltre trenta nazioni e sicuramente me ne sono dimenticate alcune. Ricordo ancora qualcuno che dalla platea gridava: ‘Messico, Messico!’. E poi abbiamo visto una signora arrivata da Hong Kong che è tornata più volte e due canadesi che hanno organizzato il loro ritorno a Monopoli dopo dieci anni. Ognuno porta il proprio strumento, e quando porti uno strumento porti musica, felicità e voglia di condividere”.

Il gran finale del Monopolele è stasera a Piazza XX Settembre che si trasforma in un grande spazio condiviso dove cittadini, visitatori, famiglie e appassionati di ukulele provenienti da ogni parte del mondo vivranno insieme l’atmosfera gioiosa di una tradizionale festa italiana all’aperto. A rendere ancora più speciale la serata saranno gli artisti ospiti: il britannico Ukulele Uff Trio porterà sul palco l’inconfondibile spirito dell’ukulele inglese, tra humor, virtuosismo e una travolgente presenza scenica; poi ci sarà la giovane orchestra Son de Sol, protagonista di un’esplosione di ritmo, energia e colori. A chiudere il programma sarà Erica Mou, una delle voci più raffinate della canzone d’autore italiana contemporanea, che con il suo repertorio poetico ed emozionale aggiungerà una nota di intensa sensibilità mediterranea a una serata pensata per celebrare l’incontro tra culture, musica e comunità.

Lo charme tutto francese dei Jane for Tea

“Con l’ottimismo dell’incoscienza, o forse dell’inconsapevolezza, sogno già di poterlo rifare – conclude Minenna. “Abbiamo bisogno di un importante sostegno pubblico. Il Comune di Monopoli ormai crede nel festival al 110 per cento. Abbiamo bisogno che la Regione Puglia continui a sostenerci come ha fatto finora e dobbiamo trovare nuove forme di mecenatismo privato. Monopolele è integralmente gratuito e lo è sempre stato per scelta. Un festival gratuito vive grazie al contributo pubblico e al sostegno di chi crede nella cultura. Siamo convinti che questa sia una perla, una nicchia preziosa, una realtà che restituisce alla comunità molto più di quanto venga investito per mantenerla viva”.

Erica Mou chiude il festival Monpolele

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