In una stretta via di Amfissa, nel centro della Grecia a una ventina di chilometri da Delfi, si trova un laboratorio molto particolare: quello della conceria Avgerinos. Qui la pelle animale — secondo un processo tradizionale sapientemente custodito — viene trasformata in pergamena autentica: un materiale che porta con sé non solo la funzionalità di un supporto scrittorio, ma anche l’eco di secoli di storia. Ogni foglio prodotto è, nelle parole degli artigiani, «unico al mondo», con le tracce naturali lasciate dall’animale: follicoli di peli, venature, imperfezioni che ne attestano l’origine genuina. La pergamena, nata secondo la tradizione nell’antica città di Pergamon, in Asia Minore, tra II e I secolo a.C., trova oggi nuova vita in questa bottega greca, che si propone di ridare senso e valore a un materiale antico, ormai raro.

(Foto dal sito vavgerinos.com)

“Sono l’unico a conservare quest’arte in Grecia, e in generale nel mondo ce ne sono molto pochi – racconta a MondoeMediterraneo Vasili Avgerinos, il maestro della pergamena, figlio e nipote di artigiani come lui – So di un laboratorio in Inghilterra, uno in India, l’altro in Turchia. Noi qui lavoriamo per i monasteri di Monte Athos, per le botteghe che fanno icone, ma anche le università e le forze armate. Tutti clienti che vogliono pergamene autentiche, che realizziamo con pelli animali della nostra zona. Poi ci sono anche i paralumi, che montiamo su basi di lampade fatte con legno d’ulivo di un uliveto storico di Amfissa”.

Vasili Avgerinos racconta il suo lavoro e la tradizione della pergamena (in greco, dal sito vavgerinos.com)

Il risultato non è un semplice foglio: è una superficie viva, durevole, che invecchia con grazia, acquisendo una patina naturale — un “oggetto-ponte” tra passato e presente. La pergamena di Avgerinos può ospitare documenti ufficiali difficilmente falsificabili, certificati, diplomi, ma anche manoscritti, opere artistiche, scritture calligrafiche, libri rilegati con cura. Ogni pezzo — grazie alla sua unicità e autenticità — rappresenta una scelta consapevole per chi desidera qualcosa di durevole, prezioso e irripetibile.

Vasili Avgerinos all’opera (foto dal sito vavgerinos.com)

In un’epoca dominata dalla produzione di massa e dal digitale, la scelta di affidarsi a un manufatto come la pergamena autentica appare quasi come un ritorno alle radici: al tocco, alla memoria, all’identità. Allo stesso tempo, il laboratorio Avgerinos non è un museo del passato, ma una realtà contemporanea che guarda avanti: il suo catalogo mostra come la pergamena — pur antica nella tecnica — possa trovare posto nell’arte, nella calligrafia, nella certificazione, nella testimonianza.

“Il futuro però è incerto – dice Avgerinos – perché non ci sono giovani che vogliano fare questo mestiere, e senza figli che raccolgano questa eredità, è difficile che quest’arte continui. Il quartiere di Harmaina, dove siamo, era un tempo sede di molte concerie e laboratori, circa 70, che facevano pergamene, oggi non più. Io continuo a lavorare, perché c’è chi considera la pergamena qualcosa che non può essere sostituito: le università, ad esempio Patrasso e quella della Tessaglia per i loro diplomi di laurea, ma anche artisti, musei e gallerie d’arte”. Tra questi artisti, anche il monaco ortodosso padre Loukas Xenofountinos, dedito all’agiografia a Monte Athos.

Un’opera di padre Loukas Xenofountinos (dal sito vavgerinos.com)

In questo senso, la pergamena di Amfissa diventa molto più di un supporto materiale: è un simbolo. Un simbolo di resistenza, di tradizione, di rispetto per la materia. E — forse — di una diversa idea di tempo: lento, riflessivo, orientato non al consumo immediato, ma alla durabilità, alla qualità, all’unicità.

Così, a chi decide di usarla, non offre solo un foglio su cui scrivere, ma una memoria tangibile. Perché, come recita la loro definizione, la “Authentic Parchment” non è un sostituto della carta: è un’eredità che può durare generazioni.

Amfissa (foto dal sito vavgerinos.com)

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