Un luogo che custodisce i resti della Magna Grecia diventa lo spazio ideale per interrogarsi sullo sguardo contemporaneo. È questo il senso di Interno Zoo, la mostra fotografica di Christian Pardini, inaugurata nelle sale del Casino Macrì del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, dove resterà visitabile fino al 2 settembre.

L’esposizione è il progetto vincitore di “Andromeda”, open call dedicata alla ricerca fotografica e alle pratiche visive contemporanee, promossa da APS Ulteriore in collaborazione con GAL Terre Locridee e Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, con il patrocinio della Città di Locri. L’edizione di quest’anno era dedicata al tema “No Place Is Too Far – Nessun luogo è lontano”, un invito a riflettere sulla capacità dell’arte di mettere in relazione geografie, culture e linguaggi apparentemente distanti.

Il progetto di Pardini nasce da una lunga ricerca sviluppata all’interno del Giardino Zoologico di Roma, ma sorprende proprio per ciò che decide di non mostrare. Nelle fotografie non compaiono infatti né gli animali né i visitatori: rimangono soltanto le strutture, le recinzioni, i percorsi, le aperture, le barriere, gli elementi architettonici che regolano il rapporto tra chi osserva e ciò che viene osservato. Lo zoo diventa così uno spazio sospeso, quasi metafisico, in cui l’attenzione si sposta dai protagonisti abituali ai dispositivi che organizzano la visione.

Graphic designer e fotografo indipendente, Pardini porta avanti una ricerca che intreccia fotografia documentaria, paesaggio e progettazione grafica. Dopo gli studi in Disegno Industriale all’Università di Firenze e il Master in Fotografia Documentaria e Fotogiornalismo della Fondazione Studio Marangoni, ha fondato nel 2022 il duo Clemente–Pardini, dedicato ai temi del paesaggio e delle sue implicazioni sociali e ambientali. Nel 2025 il progetto Limo è stato selezionato per Terræ Aquæ, esposizione del Padiglione Italia alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

Christian Pardini

La mostra è curata da Teodora Malavenda, ideatrice del progetto Ulteriore, insieme a Elena Trunfio, direttrice del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri, e si inserisce nel più ampio programma di Ulteriore, iniziativa dedicata alla fotografia, alle arti visive e alla cultura contemporanea che, fino a dicembre 2026, propone mostre, residenze artistiche, incontri e progetti speciali tra Reggio Calabria, la Locride e l’Aspromonte.

Per Teodora Malavenda, quella inaugurata a Locri rappresenta «la quinta mostra di Ulteriore», un progetto che continua a crescere coinvolgendo territori diversi della provincia reggina. La curatrice ha sottolineato come il lavoro di Pardini scelga deliberatamente di raccontare «non gli animali, che sono i veri protagonisti dello zoo, ma tutto l’apparato architettonico che ruota attorno a loro e che ne costituisce la scenografia», offrendo così una riflessione sul modo in cui gli spazi costruiscono il nostro sguardo.

Lo stesso artista ha spiegato come Interno Zoo nasca da un’operazione di sottrazione. «Attraverso un’operazione di sottrazione vengono esclusi gli animali e i visitatori. Quello che resta è la struttura che lo contiene», ha osservato Pardini, raccontando di aver voluto concentrare l’attenzione sulle architetture e sugli spazi artificiali dello zoo. La scelta di candidare il progetto all’open call di Ulteriore è stata inoltre motivata dal tema dell’edizione: «Lo zoo raccoglie geografie lontane, le unisce e le rende accessibili e attraversabili nel centro di una città», un’immagine che dialoga direttamente con l’idea di un Mediterraneo fatto di connessioni e attraversamenti.

Per Elena Trunfio, il progetto conferma la vocazione del Museo di Locri a ospitare il confronto tra patrimonio archeologico e linguaggi contemporanei. «Ogni anno, nella splendida cornice del Casino Macrì, vogliamo puntare l’attenzione sul mondo contemporaneo», ha spiegato la direttrice, evidenziando il legame concettuale tra museo e giardino zoologico: entrambi sono luoghi che espongono, conservano e attribuiscono valore. «Credo quindi che il linguaggio contemporaneo e quello antico si sposino perfettamente in questo contesto», ha aggiunto.

Sulla stessa linea il presidente del GAL Terre Locridee, Francesco Macrì, che ha ribadito il valore strategico degli investimenti culturali per il territorio. Il dialogo tra arte contemporanea e un sito millenario, ha affermato, «rafforza il legame tra il mondo antico e l’epoca moderna» e conferma l’impegno del GAL nel sostenere iniziative culturali considerate fondamentali per lo sviluppo sociale ed economico della Locride. Un percorso che, ha ricordato, prosegue dopo l’esperienza della candidatura a Capitale italiana della Cultura attraverso nuove attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Anche l’assessora alla Cultura di Locri, Domenica Bumbaca, ha sottolineato come il Museo e Parco Archeologico continui ad aprirsi ai linguaggi dell’arte contemporanea, offrendo ai visitatori «un percorso che ci porta dal passato al contemporaneo» grazie a una mostra che affronta il rapporto tra spazio e spettatore. Da qui l’invito rivolto al pubblico a visitare l’esposizione e a lasciarsi coinvolgere da un’esperienza che intreccia memoria e ricerca artistica.

Nel corso dell’inaugurazione è intervenuto anche il sindaco di Portigliola, Rocco Luglio, che ha richiamato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni dei territori interessati dall’antica Locri Epizefiri, sottolineando come la sinergia sviluppata negli ultimi anni rappresenti un elemento decisivo per la realizzazione di eventi e progetti culturali condivisi.

Un momento dell’inaugurazione

Con Interno Zoo, il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri conferma così la propria vocazione a essere non soltanto luogo di conservazione del passato, ma anche laboratorio di sperimentazione culturale, dove il patrimonio della Magna Grecia incontra le domande dell’arte contemporanea e invita il pubblico a riflettere sui modi in cui osserviamo, interpretiamo e costruiamo il mondo che ci circonda.

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