
Tra fotografia, ricerca e cooperazione internazionale, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) inaugura i “16 giorni di attivismo” contro la violenza di genere con un programma che accosta linguaggi diversi – immagini, dati, testimonianze – per raccontare la condizione delle donne nei contesti di crisi. Dal 24 al 27 novembre Roma diventa il centro di questo percorso, con due mostre fotografiche dedicate al Mali e il lancio dell’Atlas Claiming Space, realizzato da WeWorld.
Il Mali raccontato dall’interno: il valore politico dello sguardo
Le mostre “Nyama, accanto all’anima” e “DaméLéKé” – allestite negli spazi della Casa Internazionale delle Donne e che si inaugurano il 24 – compongono un mosaico di storie che attraversano Bamako e Mopti, due epicentri della crisi saheliana. Gli scatti sono il frutto di un lavoro collettivo guidato dal fotografo Michele Cattani, con il quale hanno collaborato sei giovani artisti e artiste maliani – Hawa Sissoko, Amadou Guindo, Fatoumata Yossi, Jérôme Arama, Oumou Keita e Houda Gourba – formati nel centro culturale “Soleil d’Africa”.

Il progetto, sostenuto da AICS Dakar e realizzato con COOPI, WeWorld e il contributo dell’UNFPA (l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della salute sessuale e riproduttiva), affronta temi cruciali della risposta umanitaria: violenza di genere, protezione dell’infanzia, sfollamento, resilienza comunitaria.
“Contrastare la violenza di genere significa creare spazi – fisici, sociali e simbolici – in cui le donne possano vivere libere, sicure e riconosciute. Le fotografie di ‘Nyama’ e ‘DaméLéKé’ ci ricordano che questi spazi nascono quando ascoltiamo le storie, vediamo i volti e riconosciamo la dignità di chi affronta traumi e ingiustizie ma continua a ricostruire. L’impegno della Cooperazione italiana è promuovere in ogni intervento, dall’emergenza allo sviluppo, un’uguaglianza di genere effettiva, allargando gli spazi per l’affermazione delle donne in ogni ambito e contesto, a partire da quello economico, e rimuovendo ogni forma di discriminazione”, afferma il Direttore di AICS Marco Riccardo Rusconi.

All’inaugurazione del 24 alla Casa Internazionale delle Donne intervengono inoltre:
– Maura Cossutta, Presidente della Casa Internazionale delle Donne;
– Gianluca Brusco, Capo Unità per gli interventi internazionali di emergenza umanitaria della Farnesina;
– Chiara Barison, responsabile comunicazione AICS Dakar;
– Anna Costa, Coordinatrice Africa occidentale di COOPI;
– Dina Taddia, Consigliera Delegata di WeWorld;
– Marta Collu, Gender Focal Point e Coordinatrice dell’Unità aiuto umanitario e fragilità di AICS, che chiude l’incontro.
La mostra è visitabile gratuitamente dal 25 al 27 novembre, dalle 10:00 alle 19:30.

Atlas Claiming Space: quando i dati raccontano fragilità e resistenza
Il 27 novembre il programma prosegue con la presentazione dell’Atlas Claiming Space 2025 presso la sede di AICS. Il rapporto di WeWorld, che analizza la condizione dei diritti di donne e ragazze in oltre 20 Paesi, mette in luce un paradosso: mai così tanti progressi, mai così tanta vulnerabilità.
Come ricorda Stefania Piccinelli, Direttrice Cooperazione internazionale di WeWorld:
– una donna o ragazza su 10 vive in povertà estrema;
– 119 milioni di ragazze non hanno accesso alla scuola;
– ogni 10 minuti una donna viene uccisa da partner o familiari;
– il 70% delle donne nei contesti umanitari subisce violenza di genere.
Al dibattito partecipano, oltre ai rappresentanti di AICS e WeWorld, la Gender Focal Point della Farnesina Beatrice Vecchioni e il Coordinatore per l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza del MAECI Luca Fratini. Modera la giornalista Annamaria Giordano.

L’impegno della Cooperazione italiana: una priorità trasversale
Nel 2024 quasi la metà dei nuovi interventi finanziati tramite AICS ha incluso obiettivi specifici di parità di genere. Un dato che conferma una scelta strategica: legare la lotta alla violenza sulle donne alle politiche di sviluppo, con particolare attenzione a Africa, Medio Oriente e Asia, dove conflitti e crisi aggravano le disuguaglianze. Tra immagini e dati, narrazioni e analisi, l’AICS mette al centro una convinzione: dare spazio alle donne significa dare spazio al futuro. In un Sahel che dialoga quotidianamente con Roma e con l’Europa attraverso crisi, mobilità, sicurezza e cambiamento climatico, la protezione dei diritti femminili non è un tema settoriale ma una chiave di lettura essenziale per comprendere le trasformazioni globali.
