
Il Mediterraneo celebra domani, 30 giugno, la sesta edizione della Festa della Bandiera del Mediterraneo, iniziativa promossa da Progetto Mediterranea, la spedizione nautica, culturale, scientifica e sociale nata nel 2012 che in quattordici anni ha percorso oltre 30 mila miglia attraverso il Mare Nostrum.
Mentre la spedizione è nuovamente in viaggio – la quattordicesima partenza della sua storia – e naviga attualmente nell’Egeo nord-orientale, è stato lanciato un invito rivolto ai cittadini, alle istituzioni e alle città insignite negli anni del riconoscimento: issare la Bandiera del Mediterraneo come simbolo di appartenenza, dialogo e identità comune. La Bandiera del Mediterraneo nacque il 30 giugno 2020 da un’iniziativa di Progetto Mediterranea e da una consultazione popolare che coinvolse migliaia di persone. Il progetto venne diffuso a livello nazionale e internazionale con il sostegno di importanti realtà dell’informazione, tra cui Ansa, Rai – Linea Blu e La Stampa.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: promuovere una nuova consapevolezza mediterranea e rafforzare un sentimento di unione tra i popoli che si affacciano sul mare comune, immaginando anche una futura casa condivisa per i circa 450 milioni di abitanti dell’area mediterranea. Un’idea di federazione capace di valorizzare identità, cultura, economia e relazioni internazionali autonome e condivise, in un rapporto complementare e non subordinato con l’Europa.
Negli anni Progetto Mediterranea ha consegnato ufficialmente la Bandiera ai sindaci delle città considerate meritevoli per il loro impegno nella tutela ambientale, nella salvaguardia della cultura mediterranea e nella promozione dei valori di accoglienza e inclusione. Ad aver ricevuto il riconoscimento sono state finora 28 città mediterranee, tra cui Bari, Corato, Trani, Lipari, Palermo, Kalamàta e Skyros. Più recentemente, lo scorso 5 giugno, in occasione degli Incontri sul Mediterraneo tenutisi a Corato, anche Altamura e Gravina hanno ricevuto la Bandiera per il loro patrimonio storico, il ruolo di crocevia mediterraneo e l’impegno nella tutela dell’ambiente e del territorio.
Le celebrazioni coinvolgono anche singoli cittadini che espongono la bandiera su balconi, terrazze, giardini e imbarcazioni, ma anche enti pubblici, associazioni e amministrazioni locali chiamate a esporla nelle sedi istituzionali.
«Nel Mediterraneo instabile, spesso attraversato da guerre e tensioni – afferma Simone Perotti, ideatore e co-fondatore di Progetto Mediterranea – occorre tornare a sperare. In quattordici anni abbiamo incontrato persone accomunate da valori, ospitalità, apertura e amore per il viaggiatore. Continuiamo a diffondere questa bandiera come un seme lanciato in un campo fertile».
La Bandiera del Mediterraneo diventa così non solo un simbolo identitario, ma anche una dichiarazione culturale e politica: un invito a immaginare un mare capace di unire anziché dividere, fondato su pace, inclusione e dialogo.
