Un’immagine dal film Yalla Parkour

Dal 7 al 12 ottobre Firenze ospita la 16ª edizione del Middle East Now Festival, che quest’anno inaugura la rassegna “50 Giorni di Cinema”. Le proiezioni e gli eventi si svolgeranno tra il Cinema La Compagnia, il Cinema Astra e altri spazi cittadini, con un ricco programma che unisce cinema, documentari, fotografia, arte, incontri e gastronomia.

Il tema scelto per questa edizione è “Radical Imagination”, un invito a immaginare nuove visioni del mondo attuale oltre i conflitti e le ingiustizie. La serata di apertura, il 7 ottobre, sarà affidata alla performance audiovisiva Synesthesia del fumettista e artista libanese Mazen Kerbaj, accompagnato dal musicista Tony Elieh, seguita dalla proiezione del documentario Yalla Parkour di Areeb Zuaiter, che racconta Gaza prima della guerra attraverso gli occhi di un gruppo di giovani praticanti di parkour. Alla Palestina sarà dedicato anche un focus specifico con film e incontri di approfondimento.

Il cartellone prevede circa 35 film in anteprima internazionale, molti dei quali già presentati nei principali festival. Tra i titoli in programma figurano Do you love me di Lana Daher, che esplora la psiche collettiva del popolo libanese attraverso materiali d’archivio, e A Sad and Beautiful World di Cyril Aris, premiato alle Giornate degli Autori di Venezia. Spazio anche all’Afghanistan con Kabul Between Prayers di Aboozar Amini e The Last Ambassador di Natalie Halla, dedicato alla diplomatica Manizha Bakhtari. Dall’Iran arrivano Cutting Through Rocks di Sara Khaki e Mohammad, vincitore al Sundance, e Bidad di Soheil Beiraghi, che racconta la lotta di una giovane donna per affermare la propria voce in una società che limita la libertà di espressione femminile. In programma anche My Father and Qaddafi di Jihan Kikhia, che ripercorre la storia di un oppositore pacifico del regime libico, Little Syria di Madalina Rosca e Reem Karssli, girato in oltre vent’anni tra Siria ed Europa, Seen Unseen del collettivo turco Altyazı Fasikül sulla censura, e The Lions of the River Tigris di Zaradasht Ahmed, ambientato a Mosul.

Un’immagine da Lions of the river Tigri

Accanto al cinema, il festival propone numerosi eventi speciali. Dal 9 al 29 ottobre alla SRISA Gallery sarà visitabile la mostra fotografica Beirut, Recurring Dream della libanese Tanya Traboulsi, a cura di Roï Saade, prima personale dell’artista in Italia. Ospite speciale sarà lo chef palestinese Sami Tamimi, autore di libri di successo e figura di rilievo della scena culinaria mediorientale, che presenterà il suo ultimo volume e condurrà un workshop di cucina alla Scuola Cordon Bleu. Al Cinema La Compagnia troverà spazio anche l’installazione PenPalestine, progetto collettivo che utilizza cartoline artistiche come forma di solidarietà con la popolazione di Gaza.

Una delle foto di Beirut, recurring dream di Tanya Traboulsi

Il programma sarà arricchito dai Festival Talks, incontri quotidiani coordinati da Laura Silvia Battaglia e Giuseppe Alizzi, che vedranno la partecipazione di esperti, giornalisti, artisti e autori chiamati a discutere i temi più attuali del Medio Oriente. Una selezione dei film sarà inoltre disponibile online nella sala virtuale Più Compagnia in collaborazione con MyMovies, per permettere la visione anche a distanza.

Con la sua ricca proposta di cinema, arte e incontri, il Middle East Now Festival 2025 si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti della scena culturale fiorentina, offrendo al pubblico nuove prospettive sulle società e le culture che si estendono dal Marocco all’Afghanistan, con l’obiettivo di andare oltre stereotipi e pregiudizi.

Qui il programma completo: https://middleastnow.it/programma-2025/

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