
Nel Mediterraneo esiste un filo sottile che unisce popoli diversi: il cibo. Non soltanto come gusto, ma come cultura, rito, identità. È su questo filo comune che nasce Gastronomy Tours, progetto greco che oggi sta attirando l’attenzione degli amanti del turismo esperienziale e degli studiosi delle tradizioni agroalimentari. Un’iniziativa che porta viaggiatori, famiglie e curiosi là dove l’autenticità non ha bisogno di scenografie: nelle mani dei produttori.
L’idea è di Alexandros Megapanos, storico produttore di vino attico, che durante la pandemia ha trasformato l’immobilità del settore turistico in un’occasione per ripensare il rapporto tra territorio e viaggio. All’inizio voleva semplicemente creare una piattaforma per facilitare le visite nelle cantine greche. Ma presto si è accorto che il Paese aveva molto di più da raccontare: apicoltori, produttori di bottarga, erboristi, casari, artigiani dell’alimentare e produttori di liquori tradizionali.

Oggi Gastronomy Tours riunisce quasi 500 produttori in tutta la Grecia e propone un modello che parla direttamente al cuore mediterraneo: scoperta lenta, relazioni dirette, stagionalità e radicamento. Il visitatore entra nel sito, sceglie l’azienda da conoscere e invia una richiesta: la conferma arriva direttamente dal produttore. Si va da soli, senza filtri, senza pacchetti preconfezionati. Le esperienze vanno dalle degustazioni ai laboratori, dalle visite guidate ai percorsi tematici tra vigneti, uliveti, fattorie e piccoli atelier gastronomici. Ma si possono anche prenotare visite culturali, escursioni, festival e molto altro.
Una struttura semplice, che però si è rivelata sorprendentemente efficace: la piattaforma cresce del 150% l’anno, grazie anche a una versione dedicata a hotel e tour operator, che possono integrare le esperienze nei loro programmi ottenendo una commissione.
“Ho iniziato la mia carriera come produttore di vino. L’ho fatto per più di trent’anni. Ho una cantina in Attica, la regione di Atene, e continuo a produrre vino anche oggi”, spiega a MondoeMediterraneo, “Tutto è iniziato da una necessità della cantina: quella di avere più visite, più flusso turistico. Durante il periodo del Covid, quando tutto era fermo, ho pensato: “Perché non creare una piattaforma che riunisca tutte le cantine greche per promuovere l’enoturismo in Grecia?”. Ho iniziato a lavorarci nel 2017, raccogliendo informazioni e produttori, ma la piattaforma non era ancora online; i produttori erano scettici perché non vedevano nulla di concreto. Una volta online, l’entusiasmo è cresciuto molto.
Mentre lavoravo a questo progetto, poco a poco ho incontrato altri produttori greci straordinari — produttori locali di miele, bottarga, erbe aromatiche, e molti altri prodotti tipici. Allora mi sono detto: “Perché limitarsi al vino? Perché non allargare la piattaforma e presentare tutti questi produttori?”.
In tutta la Grecia — e in generale in tutto il Mediterraneo, come in Italia — ci sono moltissimi piccoli produttori creativi che avrebbero bisogno di questo tipo di visibilità. Così ho cominciato ad andare alle fiere, parlare con loro, capire le loro esigenze. Molti erano entusiasti dell’idea di essere inseriti in qualcosa di simile all’enoturismo, ma dedicato alla gastronomia in generale.
È così che è nato il progetto: passo dopo passo, contattando piccoli produttori, creando una rete. Oggi abbiamo quasi 500 produttori in tutta la Grecia coinvolti nei “gastronomy tours”, e il numero cresce da solo, perché la piattaforma funziona un po’ come TripAdvisor: i produttori la scoprono e inseriscono da soli il loro profilo. Chi arriva in Grecia oggi può scegliere tra molti tipi diversi di esperienze gastronomiche”.

Come funziona Gastronomy Tours? Sono tour individuali o per gruppi?
“In entrambi i modi: sia per privati sia per agenzie o hotel. Il funzionamento è semplice: si entra sulla piattaforma, si sceglie il produttore, si invia una richiesta con data e ora. Il produttore risponde confermando o meno la disponibilità. Se accetta, l’utente riceve una notifica e si presenta direttamente in loco”.
Offrite anche hotel e trasporti?
“Non direttamente. Quello che facciamo è dare un incentivo a hotel e agenzie affinché prenotino attraverso Gastronomy Tools. Hanno una piattaforma separata B2B, con accessi dedicati. Non tutti i produttori vogliono comparire nella sezione B2B, quindi abbiamo creato due piattaforme parallele. I rivenditori ottengono un margine del 12%. Inoltre, possono usare dei link affiliati da fornire ai loro clienti: i clienti prenotano da soli e ricevono un beneficio, mentre il rivenditore guadagna commissioni”.
Parliamo dei prezzi: quanto costerebbe, per esempio, un weekend con 2-3 visite per una famiglia?
“Dipende dai produttori, ma in generale i prezzi sono chiari e visibili sul sito. Come media, una visita costa circa 20 euro, più 4 euro che servono a sostenere la piattaforma. La transazione è diretta: dal cliente al produttore, senza intermediari, tranne la nostra piccola commissione”.
E com’è andata finora?
“Molto bene. Ovviamente la concorrenza è forte: TripAdvisor, Airbnb Experiences e altre piattaforme offrono attività simili, come lezioni di cucina o degustazioni. Ma noi siamo gli unici a offrire visite dirette ai produttori, e questo ci distingue. Il mio sogno, all’inizio, era far funzionare il progetto in Grecia e poi espanderlo all’estero. Vorrei creare una rete internazionale: ad esempio trovare qualcuno in Italia che possa diventare il referente di “Gastronomy Tours Italy”, con una percentuale dedicata, e che promuova produttori italiani — cantine, caseifici, pastifici… uso spesso l’esempio della pasta. In Grecia molti non capiscono subito il valore di questo tipo di turismo, perché per loro è “ovvio”. Così gli dico: “Se vai in Italia e chiedi in albergo dove andare a mangiare qualcosa di tipico, sicuramente ti indirizzeranno a un produttore locale: un caseificio, un pastificio… Non vorresti vedere come si fa la pasta?”.
Ultima domanda: ci sono sviluppi futuri oltre all’espansione internazionale?
“Sì. Il nostro obiettivo è trasformare la piattaforma — nata come B2C — in un sistema molto più ampio che includa un robusto B2B. Sta crescendo velocemente: ogni anno aumenta del 150% circa. Ora promuoviamo la piattaforma sia verso i produttori, tramite social, sia verso gli utenti finali. Ogni giorno la rete si amplia”.
