Il filo come materia primordiale, come scrittura, come strumento di memoria e di denuncia: è attorno a questo elemento antico e archetipico che ruota “Filo-diffusione_&”, la nuova mostra curata da Paolo Cortese e inaugurata il 5 febbraio 2026 alla Gramma_Epsilon Gallery di Atene.

L’esposizione rappresenta il secondo capitolo di un progetto articolato in due momenti, concepito come riflessione contemporanea su una ricerca storica avviata negli anni Ottanta da Mirella Bentivoglio, figura centrale della poesia visiva e della sperimentazione verbo-visuale. Bentivoglio dedicò allora tre mostre al tema del filo, indagandolo sia come strumento per esplorare la dimensione interiore sia come dispositivo narrativo capace di generare nuove forme di linguaggio. A oltre quarant’anni di distanza, “Filo-diffusione” torna su quell’eredità con uno sguardo inevitabilmente storico, ma soprattutto attuale.

Alba Savoi, Ciniglia (Chenille), 1993

Nel nuovo capitolo, “Filo-diffusione_&”, il filo si emancipa definitivamente dal ruolo di semplice materiale per diventare un mezzo autonomo attraverso cui raccontare storie, rielaborare memorie collettive, descrivere territori e denunciare ingiustizie. Le opere in mostra testimoniano come un elemento arcaico e universale continui a mantenere una forte carica sperimentale, oggi riletta anche alla luce delle tecnologie contemporanee e delle nuove pratiche artistiche.

La dimensione internazionale è uno degli aspetti centrali del progetto. In linea con l’apertura che caratterizzava le esposizioni curate da Bentivoglio, questa seconda mostra riunisce artiste e artisti provenienti da differenti contesti culturali, il cui dialogo mette in evidenza la pluralità di approcci al tema del filo. Attraverso le loro opere, il filo diventa linguaggio transnazionale, capace di attraversare confini geografici e generazionali.

Franca Sonnino, Dune, 2019

Tra i lavori esposti, particolare rilievo assume l’installazione site-specific di Maria Jole Serreli, pensata come omaggio alla storia della galleria e al quartiere che la ospita, un tempo importante centro del commercio tessile. L’intervento si estende idealmente alla dimensione simbolica del filo nella cultura greca, evocando il ruolo delle donne e del tessere come fondamento della memoria e dell’identità mediterranea.

Accanto alle opere storiche di Mirella Bentivoglio, la mostra presenta lavori di Francesca Cataldi, Anna Esposito, Setsuko Fukushima, Elisabetta Gut, Susanne Kessler, Gisoo Kim, Maria Lai, Gisella Meo, Francesca Nicchi, Antonietta Orsatti, Astra Papachristodoulou, Ayumi Paul, Renata Prunas, Franca Rovigatti, Anna Maria Sacconi, Alba Savoi, Marilena Scavizzi, Greta Schödl, Ariane Severin, Franca Sonnino, componendo una costellazione di pratiche artistiche che spaziano tra installazione, tessitura, scultura e poesia visiva.

Il risultato è una mostra che si muove tra memoria storica e sperimentazione contemporanea, sottolineando come il filo — elemento semplice e quotidiano — continui a essere un potente strumento di narrazione e di connessione. In un’epoca segnata da fratture e discontinuità, “Filo-diffusione_&” propone infatti una riflessione sul tessere come gesto simbolico di ricostruzione, relazione e resistenza.

La mostra resterà aperta fino al 28 marzo 2026, offrendo al pubblico internazionale un percorso espositivo che intreccia arte, storia e identità mediterranea attraverso uno dei materiali più antichi e universali della cultura umana.

Mirella Bentivoglio, Promozione linguistica del cucito (Linguistic Promotion of Sewing), 1988

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