Maria Lai, ‘Un filo tra le mani’ in mostra al Museo Guatelli

Sabato 21 marzo alle ore 17.00 al Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro (Parma) si inaugura Un filo tra le mani, una mostra dedicata a Maria Lai, primo appuntamento del calendario 2026 di Guatelli Contemporaneo, la rassegna di Arte Contemporanea del Museo Guatelli. L’esposizione rende omaggio a una delle figure più originali dell’arte italiana del secondo Dopoguerra. Attraverso il filo, la tessitura, il libro cucito e il gesto del legare, Maria Lai ha costruito nel corso della sua ricerca un linguaggio artistico capace di unire memoria, racconto e relazione. Il filo diventa così strumento di connessione tra persone, storie e luoghi, trasformandosi in una metafora potente del legame tra arte e comunità.

La mostra propone un percorso che introduce il pubblico nell’immaginario dell’artista, dove il gesto del cucire e del tessere assume una dimensione poetica e simbolica, capace di dialogare con l’identità culturale dei territori e con la dimensione della memoria collettiva. Con Un filo tra le mani apre la stagione 2026 di Guatelli Contemporaneo, che nella scorsa edizione ha prodotto le mostre di Daniel Spoerri e di Gianni Dessì e diversi incontri sul tema dell’arte contemporanea.

L’iniziativa si inserisce nel solco della vocazione del Museo Ettore Guatelli, luogo unico in cui oggetti della cultura materiale e narrazioni del quotidiano diventano strumenti per interrogare il presente e costruire nuovi dialoghi tra arte, territorio e comunità. Interverranno Maria Sofia Pisu della Fondazione e dell’Archivio Maria Lai e Pietro Clemente, già docente di Antropologia Culturale nelle Università di Siena, Roma, Firenze, nonché Presidente onorario della Società Italiana per la Museografia e i Beni Demo-Etno-Antropologici.

La mostra, organizzata in collaborazione con la  Fondazione Maria Lai, è curata da Stafani Cognata e Alessandro Cuomo ed è aperta al pubblico da sabato 21 marzo alle ore 17.00, ingresso libero.

Maria Lai, linguaggi contemporanei e tradizione

Maria Lai è stata una delle figure più originali dell’arte italiana del Novecento, capace di unire linguaggi contemporanei e tradizioni popolari in una ricerca profondamente legata alla memoria e al territorio. Nata a Ulassai nel 1919, l’artista sarda ha costruito nel tempo un percorso creativo in cui il filo, il tessuto e il libro diventano strumenti di narrazione e di relazione, evocando storie, miti e saperi antichi della sua terra. Le sue celebri “tele cucite” e i “libri cuciti” trasformano il gesto del cucire in un linguaggio poetico che intreccia arte, parola e identità. Emblematica della sua visione è l’opera collettiva Legarsi alla montagna, realizzata nel 1981 proprio a Ulassai: un intervento che coinvolse l’intero paese, collegando le case con lunghi nastri azzurri fino alla montagna, in un gesto simbolico di unione tra comunità, natura e memoria.

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