
La sirena preannuncia l’apertura delle paratoie, e i visitatori sui due belvedere si preparano a vedere uno spettacolo straordinario, anche a costo di finire inzuppati dall’acqua che inizia a scendere sempre più copiosa, fino a raggiungere i 16.000 litri al secondo: benvenuti alla Cascata delle Marmore, formata dal fiume Velino che defluisce dal lago di Piediluco e si tuffa nella sottostante gola del Nera, una delle attrazioni più amate dell’intera Italia centrale, ma che è solo uno dei motivi per visitare – anzi, vivere – la provincia di Terni. Un territorio ricco di bellezze naturali, storiche e artistiche tutte da riscoprire, grazie agli sforzi degli operatori dell’accoglienza, della ristorazione e di tutte le realtà – pubbliche e private – che promuovono cammini, ciclovie, trekking e ogni sorte di turismo esperienziale “lento”, come merita questa zona nel cuore verde dell’Italia, l’Umbria.


“La prima cosa da vedere è ovviamente la cascata delle Marmore, con la sua natura così prorompente, – spiega Susanna Sabatini, presidente del Distretto Integrato Turismo (Dit) Umbria Experience, albergatrice e ristoratrice – quindi il Lago di Piediluco, il fiume Nera, questi luoghi sono ciò che fa la differenza con altri punti dell’Umbria e intorno a queste bellezze si possono fare tante cose. Dai tanti sentieri religiosi, sentieri da trekking o in e-bike. Insomma ce n’è un po’ per tutti. Ma rispetto anche solo a un paio d’anni fa, ci sono nuove proposte. Nella provincia di Terni non c’è stato mai un vero turismo: Terni, essendo una città industriale – e in larga parte ricostruita, dopo essere stata duramente bombardata durante la seconda guerra mondiale a causa delle acciaierie e della fabbrica d’armi – non ha mai sviluppato questo aspetto, quindi per noi è un po’ tutto nuovo: anche tutto il sistema della cascata, che prima era aperta, chiunque poteva passarci, ora è cambiato. Ci sono le visite guidate e sono stati fatti sentieri, per portare quello che abbiamo ad essere fruibile in maniera giusta. Le ciclovie sono la grande novità: ce ne sono diverse; dalla cascata c’è tutta la GreenWay del Nera, che percorre tutta quanta la Val Nerina fino e poi si congiunge con la Spoleto-Norcia, un bellissimo giro. E poi c’è tutta quella sulla parte di Narni. C’è quindi il progetto di congiungere tutte queste ciclovie per fare per fare in modo che sia fruibile tutto il territorio, anche in bicicletta dal centro di Terni, da dove, una volta ultimato il percorso, si potrà andare in bici fino alla Cascata. Diciamo che per l’estate 2026 Terni e dintorni saranno pronti. Noi operatori siamo pronti con quello che c’è. Il seguito dipende poi dall’amministrazione e quel che riuscirà a realizzare, quindi aspettiamo”.
Ma se la Cascata delle Marmore è la meta principe di chi arriva nella zona, per l’assessora al Turismo e Cultura Tiziana Laudadio essa rappresenta anche una sfida, per chi punta alla sostenibilità, con il rischio dell’overtourism: “Nel weekend 1-3 maggio ci sono stati 20.000 visitatori, e oltre mezzo milione in un anno. E questo pone problemi, per esempio per la gestione dei rifiuti”.



E parlando di sostenibilità, le ciclovie sono un elemento strategico di questo lancio della provincia di Terni come attrattore del turismo che non sia mordi e fuggi. Le vie ‘lente’ portano già in luoghi di rara bellezza: per esempio il tratto che porta da Stifone, minuscola frazione di Narni lungo il Nera, fino al Ponte di Augusto, maestosa opera romana del 27 d.C. in parte crollata dopo alluvioni e terremoti, ma ancora impressionante per le sue dimensioni. Il percorso, piuttosto facile sia a piedi sia in bici, segue la linea della vecchia ferrovia. Dalla Cascata – usando la GreenWay del Nera – si può invece arrivare allo splendido paese di Casteldilago, circondato in primavera da campi verdissimi punteggiati da papaveri. Dove vale la pena fermarsi all’Osteriadello Sportello, che offre piatti tradizionali piuttosto raffinati (ottime le ciriole, pasta tipica ternana, con una salsa al tartufo).
Se si vuole fare un tour in bici o e-bike della zona, il consiglio è di affidarsi a Umbria&Bike: è il consorzio regionale dedicato al cicloturismo in Umbria, nato per promuovere un modo lento e sostenibile il territorio. Attraverso tour guidati e self guided, noleggio bici ed e-bike, servizi di transfer e guide cicloturistiche certificate, il progetto accompagna viaggiatori italiani e stranieri lungo itinerari che attraversano borghi medievali, vallate, monasteri e percorsi naturalistici. L’offerta include esperienze per sportivi, famiglie e pellegrini, con una rete di strutture convenzionate e pacchetti costruiti intorno alla valorizzazione del paesaggio, della cultura locale e dell’ospitalità umbra.


Ma è anche la ricca storia locale a essere protagonista, viaggiando in queste terre: a Narni – il cui nome ispirò lo scrittore C.S. Lewis a scrivere Le cronache di Narnia – , a parte i palazzi e le chiese (tra cui la concattedrale dedicata a San Giovenale), ci si può inoltrare nell’incredibile Narni sotterranea, la cui riscoperta sembra presa proprio da un film d’avventura. Nel 1979 sei giovani del gruppo speleologico UTEC di Narni, tra cui Roberto Nini (poi autore di diversi libri sulla scoperta e i misteri del luogo), scoprirono un passaggio nascosto sotto un antico convento domenicano, dando inizio alla riscoperta di quello che oggi è conosciuto come Narni Sotterranea. Dopo anni di scavi e restauri, il sito fu aperto al pubblico nel 1994. Oggi si possono fare interessanti visite guidate (bravissimo e coinvolgente Michele Favetta): tra gli ambienti riportati alla luce vi è una chiesa medievale dedicata a San Michele Arcangelo, con affreschi del XII-XIII secolo restaurati grazie al sostegno del Comune, dei visitatori e degli sponsor. Il complesso comprende anche una cisterna romana del I secolo a.C. e un percorso dedicato all’antico acquedotto romano della Formina. La parte più suggestiva del sito è però legata al Tribunale dell’Inquisizione, che ebbe qui una propria sede. Attraverso corridoi e celle carcerarie emergono testimonianze della vita dei prigionieri, come graffiti, simboli e messaggi incisi sui muri. C’è poi la sala del tormento, dove avvenivano processo e terribili torture.



Per visitare Narni si può alloggiare, poco fuori città, all’hotel Terra Umbra. Sempre nei pressi di Narni, vale la pena mangiare nella fattoria didattica La collina incantata, nel cui ristorante, ad accompagnare i piatti c’è anche il vino Ciliegiolo, prodotto dalla Cantina Giovannini.


Una dei luoghi imperdibili della zona è, naturalmente, il Lago di Piediluco, a due passi dal confine tra Umbria e Lazio – da qui si vedono il paesino di Labro e il Monte Terminillo – , dove si possono fare tour in battello per ammirare la natura che circonda il lago, e ascoltare le tante storie che lo hanno attraversato, come quella di Galileo Galilei: nel 1624 Galileo era in Umbria con alcuni membri dell’Accademia dei Lincei, tra cui Francesco Stelluti. Durante una traversata sul lago, a bordo di una barca a sei remi che procedeva velocemente, Galileo chiese all’amico se avesse con sé un oggetto pesante. Stelluti gli diede le chiavi della sua stanza. Galileo le lanciò verso l’alto mentre la barca era in movimento. I presenti pensarono che sarebbero finite in acqua, perché nel frattempo la barca aveva continuato ad avanzare. Invece le chiavi ricaddero tra Galileo e Stelluti, praticamente nello stesso punto della barca da cui erano partite. Con questo semplice gesto Galileo stava dimostrando un principio fondamentale della fisica moderna: un oggetto conserva il movimento del sistema in cui si trova. Le chiavi, pur salendo e scendendo verticalmente rispetto ai passeggeri, continuavano a “viaggiare” insieme alla barca. È uno dei primi esempi concreti del principio di relatività galileiana: all’interno di un sistema che si muove a velocità costante, i fenomeni fisici avvengono come se il sistema fosse fermo. Un’idea che secoli dopo sarebbe stata sviluppata da Albert Einstein nella teoria della relatività.



Per chi volesse soggiornare o mangiare a Piediluco, qui ci sono strutture di livello: l’Hotel del Lago offre una vista perfetta sul lago e una eccellente spa, mentre per mangiare c’è l’originale Molo Umbro, una churrascaria dove le carni locali vengono servite alla brasiliana, ovvero con spiedoni da cui prendere la propria porzione. Per un pranzo o un aperitivo sul lungolago c’è invece l’Hotel Miralago, che ha anche una spiaggia attrezzata.

Il lago è anche il luogo dove si allena la nazionale italiana di canottaggio e, se Roma dovesse ottenere le olimpiadi del 2036 o del 2040, qui si svolgerebbero le gare di delle varie discipline di questo sport. Nel paese che dà il nome allo specchio d’acqua si può visitare la chiesa di San Francesco . Perché in Umbria, non importa quali siano gli interessi del visitatore, non si può non rendere omaggio al patrono d’Italia, che qui visse e predicò: a parte i molti percorsi che ricalcano i pellegrinaggi di Francesco, una meta imprescindibile è il Santuario di Greccio, per il quale occorre sconfinare nella provincia di Rieti. E’ il luogo dove, in una grotta incastonata su un’impervia parete rocciosa, il futuro santo disse messa e diede vita nel 1223 il primo presepe vivente, dando inizio a una delle tradizioni più amate del cristianesimo.



Insomma, a Terni e dintorni ognuno può trovare come passare lentamente il proprio tempo di vacanza e relax, sempre accompagnati da quello che l’assessora Laudadio definisce “il filo rosso del nostro territorio, ovvero l’acqua”. Che insieme a natura e storia garantisce un’esperienza davvero unica.
