L’acqua non è soltanto una risorsa naturale da gestire nei momenti di emergenza. È memoria, cultura, identità e futuro. È da questa visione che nasce il lavoro della rete mondiale dei Musei dell’Acqua, realtà internazionale impegnata a trasformare il patrimonio culturale legato all’acqua in uno strumento di educazione e sviluppo sostenibile. Per questo, le rive del mitologico – ma reale – fiume Acheronte, nell’Epiro greco, sono state la sede dal cui è partita un’iniziativa per creare in questa regione un nuovo Museo dell’Acqua diffuso (extended museum). L’evento nasce dalla collaborazione tra il Comune di Souli, il Global Network of Water Museums UNESCO e Myth Euromed, con l’obiettivo di trasformare il paesaggio culturale dell’Acheronte in un museo diffuso che superi i confini di una singola struttura fisica, mettendo in rete corsi d’acqua, paesaggi, patrimonio culturale e saperi locali. La cornice è il progetto europeo AQUATIK-EU, finanziato dal programma CERV dell’Unione Europea e coordinato da ALDA, European Association for Local Democracy. Il partenariato riunisce 11 organizzazioni e istituzioni di 6 Paesi europei: Italia, Grecia, Spagna, Bosnia-Erzegovina e Portogallo.

Luoghi di bellezza straordinaria e di storia antichissima

A raccontare l’importanza di queste iniziative è Eriberto Eulisse, direttore esecutivo della rete globale dei Musei dell’Acqua (Wamunet): «I Musei dell’Acqua sono un attore chiave per l’educazione e lo sviluppo sostenibile», spiega a MondoeMediterraneo, che ha partecipato alla visita e agli eventi nell’Epiro, attraverso paesaggi spettacolari di boschi e acque, tradizioni antiche, la splendida ospitalità greca e anche la straordinaria cucina locale (siamo nella prima regione greca per la produzione di feta, il formaggio ellenico più celebre). «La nostra rete è stata creata nell’ambito del Programma Idrologico Intergovernativo dell’UNESCO proprio perché l’acqua deve essere al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni quotidiane. Non dobbiamo parlare di acqua soltanto quando si verificano emergenze», prosegue Eulisse. «L’acqua deve entrare nella gestione quotidiana delle comunità e dei territori».

«In questa nuova visione della governance dell’acqua è fondamentale coinvolgere le persone e le comunità», afferma. «Non si può fare soltanto una gestione tecnica. È proprio in questa prospettiva che il ruolo dei musei diventa assolutamente fondamentale». L’Acheronte, parte della mitologia greca e citato anche nella Divina Commedia, continua ad avere un forte valore simbolico. Segnava il passaggio verso il regno degli inferi, ma oggi può assumere un nuovo significato, trasformandosi in laboratorio culturale e ambientale. «È un fiume di una bellezza naturale sconvolgente», aggiunge. «Può diventare un modello da proporre anche in altri contesti europei ed extraeuropei, per promuovere natura e cultura legate all’acqua insieme».

Il workshop alla Scuola Bulgari, un museo e centro culturale a Paramythia

Il lavoro della rete continuerà nei prossimi anni attraverso eventi internazionali, mostre e attività di ricerca, con l’obiettivo di creare connessioni tra istituzioni, territori e comunità. «Organizzeremo attività e mostre che sono il risultato della ricerca e della connessione tra diversi stakeholder», spiega Eulisse, parlando del prossimo Euromediterranean Water Forum che si svolgerà a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre prossimi . «Tra i temi centrali ci saranno le antiche idrotecnologie, quei sistemi che hanno consentito in passato alle comunità di vivere e prosperare in territori dove l’acqua è sempre mancata».

Paramythia e le radici del leggendario marchio Bulgari

Soddisfatto dell’evento – che si è concluso con un workshop tra tutti i partecipanti – Athanasios Ntanis, sindaco di Souli, che spiega “che la nostra comunità vuole andare avanti, fare altri passi. Ma è qualcosa che dobbiamo fare insieme. Souli e il suo territorio sono profondamente legati all’acqua, che ha avuto un ruolo fondamentale nel suo sviluppo. Il museo diffuso dedicato all’Acheronte rappresenta un’occasione importante di cooperazione europea e promozione internazionale”. Per Alberto Cotrona di Myth Euromed “questo è un progetto profondamente innovativo, dove il paesaggio naturale e culturale si unisce a processi partecipativi locali ed europei, per dare vita a una promozione consapevole e rigenerativa per i territori, sulle orme del mito. La cultura e le tradizioni diventano così motore per il futuro”.

Paramythia, però, non è solo bellezza naturale e luogo dove si respira la mitologia: da questa cittadina proviene un personaggio leggendario, Sotirios Voulgaris, argentiere capostipite della dinastia Bulgari (il nome fu italianizzato a fine Ottocento), classe 1857, che da qui iniziò la sua straordinaria ascesa ai vertici della gioielleria mondiale, che lo portò ad aprire il celeberrimo negozio di Via Condotti a Roma, dopo essere passato da Corfù e Napoli. E a Paramythia, grazie anche al contributo della maison, oggi un edificio storico – che ha aperto le sue porte al workshop sui Musei dell’acqua – ricorda questo legame: l’antica scuola in pietra, costruita tra il 1934 e il 1937 per volontà di Sotirios e dei suoi figli Giorgio e Costantino ha riaperto con una nuova identità, trasformandosi in uno spazio culturale polifunzionale dedicato alla valorizzazione del territorio, della memoria e delle persone che ne hanno segnato la storia. Il progetto – all’interno le sezioni raccontano la storia dei Bulgari, quella delle comunità locali e anche il territorio – unisce conservazione storica e visione contemporanea. L’edificio, che nel corso della sua storia ha attraversato anche momenti drammatici durante la Seconda guerra mondiale, è ora un luogo di incontro, ricerca e produzione culturale, destinato a ospitare eventi, attività educative e iniziative legate al patrimonio locale. Si è così restituito alla comunità un simbolo identitario capace di trasformare il passato in una risorsa per il futuro, rafforzando al tempo stesso il legame tra Paramythia e la storia internazionale della famiglia Bulgari.

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