
Trent’anni dopo l’avvio del Processo di Barcellona, simbolo del dialogo e della cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo, la città catalana si prepara ad accogliere la decima edizione del Forum regionale dell’Unione per il Mediterraneo (UpM). Una settimana di incontri, dal 22 al 28 novembre, che vedrà convergere leader politici, amministratori locali, rappresentanti della società civile e organizzazioni internazionali con un obiettivo comune: rafforzare una partnership euro-mediterranea rinnovata, più inclusiva e resiliente di fronte alle sfide del nostro tempo.
L’edizione 2025 del Forum, ospitata simbolicamente nella città dove tutto è iniziato nel 1995, si svolge sotto lo slogan “Together for a Stronger Euro-Mediterranean Partnership”. L’apice dell’evento sarà raggiunto il 28 novembre, quando i Ministri degli Esteri del Nord e Sud del Mediterraneo si riuniranno per adottare una nuova visione strategica per l’Unione per il Mediterraneo, frutto di un processo consultivo pluriennale.
Questa visione si articola su tre pilastri principali:
- Connettere le persone: puntando su istruzione, mobilità, competenze e inclusione sociale;
- Connettere i Paesi: attraverso il dialogo politico, la resilienza climatica, la sicurezza energetica e la gestione sostenibile delle risorse idriche;
- Connettere le economie: tramite commercio, investimenti, infrastrutture e cooperazione digitale.
La sessione ministeriale sarà co-presieduta da Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri, e Ayman Safadi, Ministro degli Esteri della Giordania. Ad ospitare l’incontro sarà il Ministro spagnolo degli Affari Esteri, José Manuel Albares, con la partecipazione del Segretario generale dell’UpM, Nasser Kamel, il quale ha definito il Forum un “momento decisivo per rafforzare la leadership dell’UpM come piattaforma chiave di diplomazia regionale, collegando popoli, Paesi ed economie”.

Tra i temi più urgenti all’ordine del giorno figura l’“allarmante situazione in Medio Oriente”, cita la nota dell’organizzazione, ma anche le conseguenze socioeconomiche dei conflitti, l’aumento dei costi della vita, la disoccupazione giovanile e la crisi climatica — quest’ultima particolarmente acuta sulle coste mediterranee, dove stress idrico e incendi stagionali mettono a rischio risorse, comunità e economie locali.
Il Patto UE per il Mediterraneo e una settimana di cooperazione ad ampio raggio
Parallelamente al Forum, sarà lanciato ad alto livello anche il Patto UE per il Mediterraneo, destinato ad essere approvato dai 27 Stati membri dell’Unione europea insieme ai partner del Sud del Mediterraneo. Si tratta, nelle parole degli organizzatori, di “una dichiarazione congiunta di rinnovato impegno multilaterale” che guarda a sfide comuni con soluzioni condivise.
La settimana offrirà inoltre una piattaforma di dialogo per altri attori chiave: dai governi regionali alle ONG, dagli enti locali ai centri di ricerca. Un ricco calendario di eventi collaterali spazierà dalla sicurezza climatica – con un focus sugli incendi boschivi mediterranei –, alle prospettive di ripresa post-crisi, passando per l’inclusione della società civile nel processo decisionale regionale.
Fra gli appuntamenti principali:
- 22 novembre – Vertice euro-mediterraneo delle Regioni: un confronto sul ruolo cruciale delle autorità locali nel futuro del Mediterraneo;
- 25–26 novembre – Workshop sugli incendi boschivi: strategie e innovazioni per fronteggiare stagioni di fuoco sempre più imprevedibili e distruttive;
- 26 novembre – Conferenza della società civile: un dibattito sulla governance inclusiva e sostenibile in cui “il Mediterraneo non sia solo costruito per le sue persone, ma con esse”;
- 26–27 novembre – Conferenza delle Città mediterranee: sindaci e amministratori si riuniscono per rafforzare il ruolo delle città in chiave di sostenibilità e trasformazione locale;
- 27 novembre – Conferenza sulla resilienza regionale: focus sulle risposte collettive alle crisi, con la partecipazione del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
La centralità di Barcellona e l’eredità di 30 anni
Con il 2025, il processo avviato nel 1995 torna simbolicamente dove è nato. Per Nasser Kamel, “Barcellona sarà la capitale del dialogo mediterraneo” in un’edizione che non guarda solo al passato, ma getta le basi per i prossimi 30 anni di sfide e opportunità condivise, con l’ambizione di costruire “un Mediterraneo più connesso, stabile e prospero”.
