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La caldera di Santorini

SANTORINI – E’ fine giugno, e le strade di Thira e Oia, i due paesi che compaiono sulle foto più iconiche di tutta la Grecia, insieme al Partenone, sono piene di gente: americani, italiani – anche se è agosto il mese in cui arrivano più numerosi -, australiani e sempre più asiatici, in particolare indiani. Che a sentire i tassisti, sono quelli che si trovano particolarmente spaesati sull’isola, e fanno domande a raffica. Ma gli operatori e i ristoratori dicono di vedere – o temere? – una sensibile flessione degli arrivi. I motivi? Le tensioni globali legate alla guerra in Medio Oriente, ma anche le scosse sismiche degli ultimi mesi.

Ma su quest’isola, una delle perle dell’intero Mediterraneo, si respira un’aria lontanissima dai drammi che agitano il mondo. Il vento dell’Egeo tiene le temperature a livello accettabile, e sulle sue spiagge – Perivolos, Perissa, Kamari, Vlyhada ed altre – il mare cristallino continua a lambire le spiagge nere di lava. A Kamari, Anna, proprietaria del ristorante Hook Bar, indica però gli ombrelloni del suo esercizio – sono gratis, se si consuma al bar-ristorante, con enorme differenza con l’Italia dove le polemiche sui costi degli stabilimenti sono divampate da inizio estate – e spiega che “di solito a quest’epoca, fine giugno, sono pieni, ma guarda quanti sono vuoti, ora”. Il ristorante, dove si mangia benissimo, è però affollato da turisti da ogni angolo del mondo.

Fava e dakos all’Hook Bar di Kamari


Nei villaggi di tutta l’isola c’è grande movimento, il traffico è già molto intenso, gli esercizi commerciali sembrano lavorare a pieno ritmo. Come che sia, Santorini vuole continuare a essere una delle più ambite destinazioni di turisti e viaggiatori, e forse questo momento d’incertezza può essere un’occasione. “Insieme all’Ente Nazionale Ellenico per il Turismo e al ministero, stiamo organizzando iniziative per rilanciare l’immagine di Santorini come la vorremmo in futuro – spiega il sindaco Nikos Zorzos – Io ho un’opinione chiara, e anche il Comune ce l’ha: Non vogliamo altri hotel, non vogliamo altri posti letto. Basta, dobbiamo fermarci qui. Bisogna migliorare l’immagine dell’isola: ma non potevamo gestire tutto da soli, per questo chiediamo l’intervento statale, e attualmente si sta redigendo un piano urbanistico speciale. Abbiamo presentato le nostre proposte: niente ulteriore sviluppo turistico. Al contrario, vogliamo che l’isola ospiti solo il numero di turisti che può sostenere. Non più di quelli che avevamo fino all’anno scorso”.

L’intervista al sindaco di Santorini, Nikos Zorzos


“Più aumenta il numero dei visitatori, infatti, più crescono i bisogni: acqua, energia, infrastrutture… Questo danneggia il paesaggio. Ora regoliamo i flussi, specialmente quelli da crociere. Le navi devono arrivare distribuite durante la settimana, così possiamo accogliere un numero sostenibile ogni giorno, che abbiamo fissato a 8.000. Santorini ha un paesaggio unico, formato dall’eruzione vulcanica del 1613 a.C. È nostro dovere conservarlo”, sottolinea.

Sull’isola, pensando alla gastronomia, ci sono molti prodotti d’eccellenza: il vino dolce ‘Vin santo‘ (ma anche altri di alto livello) o la celebre ‘fava‘ (in realtà un purè di cicerchia), e proprio la vite (coltivata in piante fatte crescere basse e circolari che proteggono così i grappoli da caldo eccessivo e vento). Un’agricoltura che come ovunque nel Mediterraneo combatte col cambiamento climatico. Ma anche su questo Zorzos racconta una realtà che si attiva contro le conseguenze negative: “Da tre anni registriamo solo 150 mm di pioggia annui, rispetto alla media storica di 300 mm. Stiamo cercando di riutilizzare l’acqua trattata dai depuratori per irrigazione, anche in inverno, in modo sicuro”. Si tratta di una sfida decisiva: secondo gli ultimi dati disponibili, riportati da WineMag, la produzione totale di uve a Santorini negli ultimi anni si è aggirata tra le 2.500 e le 3 mila tonnellate, con picchi fino a 5 mila tonnellate nel 2003 . L’ultima produzione, nel 2024, di poco superiore alle 400 tonnellate, evidenzia un calo molto rilevante rispetto agli anni passati e allo scorso decennio. In termini di vino, secondo le previsioni riportate dalla stessa rivista, la vendemmia 2025 a Santorini si assesterà su un totale di 390 mila bottiglie. Questo a fronte di una domanda nazionale e internazionale che resta – fortunatamente – molto forte.

Aperitivo alle cantine Venetsanos


Ma Santorini non è solo bellezza naturale, qui ci sono straordinarie tracce del passato: l’antica Thira, Akrotiri, Grecia classica, impero romano e bizantino, e ci sono tra gli altri due musei di gran livello, l’Archeologico di Thira e quello della Thira Preistorica – in quest’ultimo si ammirano gli straordinari affreschi del 17.mo secolo a.C. Salire sull’Acropoli dell’antica Thira è impresa atletica non da poco, specie con il caldo estivo, ma la vista a 360 gradi sull’isola e su diverse sue consorelle delle Cicladi vale l’ascesa (e il solito vento la rende sopportabile anche quando il termometro sale).

La vista dall’Acropoli dell’antica Thira

Spiega Georgia Nomikou, presidente del Consiglio comunale e del Consiglio del turismo locale, mentre ci troviamo alla cantina Venetsanos, i cui tavoli su uno strapiombo guardano sull’incredibile caldera dell’isola e sul celeberrimo tramonto isolano, “Santorini è una destinazione per tutte le tasche. Ci sono alberghi di lusso, ma anche quelli dove una famiglia può tranquillamente alloggiare per un centinaio di euro al giorno in alta stagione. E si possono fare esperienze autentiche”. E a riprova, andiamo ad una festa patronale – panigiri in greco – per San Giovanni nel paesino di Megalochori. Musica tradizionale, cibo fatto in casa, bambini che saltano il falò. La Grecia più autentica, oltre le immagini da cartolina.

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