Tra mare, arte e fiori, il Libano sceglie di rifiorire. Fino a domenica 17 maggio a Batroun, sulla costa nord del Paese, si svolge Bolero Bloom, il festival che trasforma il giardino sul mare di Boléro Batroun in uno spazio sospeso tra natura, creatività e benessere collettivo.

Dopo il successo della prima edizione, la manifestazione si presenta ancora una volta come molto più di un semplice festival: un’esperienza immersiva che unisce installazioni artistiche, performance, rituali ancestrali, workshop botanici, design sostenibile e gastronomia locale in un momento storico in cui il Libano continua a fare i conti con tensioni e instabilità.

Mentre il Medio Oriente viene spesso raccontato solo attraverso il conflitto, Bolero Bloom prova a mostrare un’altra immagine del Libano: quella di una comunità creativa che continua a produrre cultura, immaginare futuro e costruire bellezza. Un gesto quasi politico nella sua delicatezza, che sceglie il linguaggio silenzioso dei fiori, dell’arte e della condivisione come risposta al rumore della guerra.

Per quattro giorni, Boléro Batroun — diventato negli ultimi anni uno dei luoghi simbolo della nuova scena culturale mediterranea — ospita live floral artistry, escursioni di foraging, esperienze dedicate alle erbe officinali e ai funghi medicinali, performance musicali e calligrafiche, market di artigianato contemporaneo e una unconventional fashion performance firmata dalla designer libanese Lara Khoury.

Affacciato sul Mediterraneo e immerso nella vegetazione, Boléro si distingue per la sua estetica wabi-sabi e per un’atmosfera intima e poetica che attira artisti, creativi e viaggiatori internazionali. Qui il concetto di benessere si intreccia con la natura, i rituali e il senso di comunità, invitando il pubblico a rallentare e riconnettersi ai sensi.

In un tempo segnato da fratture e incertezze, Bolero Bloom racconta così un Libano diverso: fragile ma vitale, ferito ma ancora capace di fiorire.

Il festival ha ospitato una performance multisensoriale firmata da Petra Serhal, “Seher”, un’esperienza immersiva ispirata ai rituali ancestrali, all’healing e alla botanica. Ad accompagnare l’apertura anche le live painting sessions di Urban Blooms, mentre exhibition e market resteranno aperti al pubblico per tutta la serata. Venerdì 15 maggio la giornata è iniziata nella natura con la Washtahi Foraging Hike, un’escursione dedicata alla raccolta di erbe spontanee e alla scoperta del paesaggio circostante. Sempre la mattina, si sono aperti gli spazi del festival, animati dalle performance pittoriche dal vivo di Leila Assal e Urban Blooms, insieme all’area exhibition & market.

Sabato si parte dall’Immersive Fashion Show Performance della designer libanese Lara Khoury, con coreografie di Marcelle Assal e musiche di Anou Anwar Bizri. Segue “Intuitive Alchemy Experience”, un laboratorio dedicato all’arte dell’enfleurage e delle essenze floreali. Nel pomeriggio spazio alla ceramica con il workshop guidato da Mira Melki e Mariam Semaan Daou, mentre LiPattern e The Shroomery proporranno un’esperienza immersiva dedicata all’herbalism e ai medicinal mushrooms. In serata, la live calligraphy performance di Ghaleb Hawila accompagnerà ancora una volta exhibition, market e live painting.

La giornata conclusiva di domenica 17 maggio è invece dedicata soprattutto alla dimensione familiare e conviviale. In programma workshop creativi per bambini e genitori come “Birds of Paradise” con Lolavera & Mama Lubi e “Flower Power”, seguiti dal laboratorio floreale “Batrouni Bouquet Making” curato da Malfouf. A chiudere il festival sarà “La Table de Ravel”, una dining experience ideata dallo chef Rayan Abi Chedid, accompagnata da una floral wine edition di Ixsir e da un table set design firmato Racha Wahhab.

Durante tutti e quattro i giorni, Bolero Bloom ospiterà inoltre installazioni artistiche immersive, live floral artistry, workshop botanici e sensoriali, market dedicati a design, artigianato e sostenibilità, performance musicali e calligrafiche, culinary pop-up ed esperienze gastronomiche, oltre a percorsi dedicati alle erbe officinali, ai funghi medicinali e ai rituali ancestrali.

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